Scoperto un nuovo sistema solare composto da 7 pianeti abitabili — NASA

Scoperto un nuovo sistema solare composto da 7 pianeti abitabili — NASA

Un passo da giganti per la scoperta del nostro Universo, la Nasa ha comunicato tramite una diretta web di aver individuato un Sistema Solare con sette pianeti molto simili alla Terra. Tutti questi sette pianeti potrebbe avere acqua liquida - chiave per la vita come la conosciamo - in condizioni atmosferiche giuste, ma le probabilità sono più alte nei tre nella zona abitabile. Quei pianeti cioè che sarebbero più simili alla Terra e potenzialmente abitabili. E non c'è dubbio che si tratti di una notizia clamorosa.

La scoperta attuale è il risultato di uno studio precedente. La straordinaria scoperta, pubblicata su Nature, si deve ad un gruppo internazionale coordinato dall'università belga di Liegi.

Oltre alla TRAPPIST, due telescopi (il principale quello del Cile e un altro in Marocco), sono stati usati in questa scoperta. Il nome di questa stella deriva dal TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope south (TRAPPIST-south), il telescopio dell'Osservatorio di La Silla sulle Ande che l'ha scoperta.

Trappist-1. La stella attorno alla quale ruotano i pianeti si chiama Trappist-1, ed è una nana rossa nella costellazione dell'Acquario.

I loro periodi orbitali sono 1.51, 2.42, 4.04, 6.06, 9.1 e 12,35 giorni, rispettivamente, dall'interno all'esterno. E' una stellina a 40 anni luce da noi, molto "cool", anzi "ultracool" secondo gli scopritori, nel senso che è piccola (grande come Giove) e molto fredda, tre volte più fredda del Sole. Nel corso degli ultimi anni sono stati localizzati migliaia di esopianeti, quasi 3500 pianeti extrasolari. Inoltre, essi si trovano in zone temperate. Trappist-1g in particolare riceve la stessa quantità di luce che riceve la Terra. Finora, Hubble ha già cominciato ad analizzare le loro atmosfere. La Nasa Ha annunciato che durante la conferenza i giornalisti potranno fare domande ai rappresentanti dell'agenzia spaziale, anche attraverso la rete potranno essere poste domande tramite l'hashtag #askNASA.