Nuovo Pianeta abitabile, la Nasa ha scoperto un altro Sistema Solare

Nuovo Pianeta abitabile, la Nasa ha scoperto un altro Sistema Solare

La NASA ha annunciato un'importante conferenza stampa, durante la quale si discuterà di una scoperta "al di là del nostro sistema solare". In realtà i primi tre pianeti che orbitano attorno a Trappist-1 sono stati scoperti nel maggio del 2016 da un team guidato da Michaël Gillon dell'Institut d'Astrophysique et Géophysique dell'Università di Liegi.

L'annuncio Nasa di oggi potrebbe non far contenti coloro che sognano di scoprire qualche E.T.in giro per lo spazio, una scoperta che ancora è troppo complessa per gli strumenti a disposizione degli scienziati, poiché per trovare forme di vita intelligenti occorre prima captare dei segnali radio, come quelli di cui si occupa il progetto Seti. Nell'orbita di Trappist-1, una stella nana rossa ultrafredda, a 40 anni luce da noi, orbitano 7 piccoli mondi rocciosi, con condizioni climatiche simili a quelle presenti sul nostro pianeta. Anche sulla Terra la vita è nata negli oceani, quasi quattro miliardi di anni fa. Le sorprese che potrebbe serbare il sistema TRAPPIST-1 non hanno appena iniziato.

Il nome della stella madre, Trappist, riprende il nome dato al telescopio con cui sono state effettuate le osservazioni. Ecco perchè i pianeti impiegano poco tempo per completare la loro orbita. Non ci resta che attendere alcune ore per saperne di più su questa incredibile scoperta. In ordine di distanza dal Sole, i Pianeti sono Mercurio, Venere, noi, cioè la Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Realisticamente, tra una decina d'anni questo potrebbe succedere. Queste indagini spaziali sono state possibili "grazie alle nuove tecnologie che consentono la determinazione della composizione atmosferica e la ricerca di tracce chimiche di vita".

Sarebbe forse il miglior regalo della astronomia all'umanità: far sapere a tutti che c'è vita la fuori. Dove ci sono tracce di vita e anche un luogo ospitale per la vita umana? L'appuntamento è per stasera attorno alle 19, ora italiana, in diretta sul sito della NASA.