Dietrofront del Governo sulla norma anti-FlixBus

Dietrofront del Governo sulla norma anti-FlixBus

Le motivazioni addotte dai proponenti sono le stesse del sindacato Cgil: aumento della trasparenza e garanzia della qualità del servizio e della concorrenza. O forse no. Fino a ieri la notizia era che il Decreto Milleproroghe, che tanto sta facendo discutere e riscaldare gli animi in questi giorni, avesse "eliminato" FlixBus, servizio di trasporto autobus low cost in tutta Europa, in Italia, per tutelare gli operatori del trasporto nazionali e privati non digitali.

In sostanza si tratta di un tecnicismo, che taglierebbe fuori la start-up tedesca, che è una piattaforma online. Anche perchè non c'è più tempo, alla Camera, per mettere mano al Milleproroghe.

In verità qualche sospetto che sia stata un'operazione studiata a tavolino è lecito nutrirlo, ad iniziare dai firmatari dell'emendamento: quattro senatori, ex parlamentari di Forza Italia ed oggi seguaci del pugliese Raffaele Fitto.

"Siamo stati di fronte ad un attacco molto grave, una norma anti FlixBus portata avanti dai poteri forti e dalle lobby che cercano di fermare l'innovazione", spiega Andrea Incondi, managing director di FlixBus Italia, secondo cui si è trattato di "un tentativo di fermare una realtà innovativa e di cambiamento delle modalità di trasporto, che danneggerà soprattutto gli utenti". Tra l'altro a gennaio l'Autorità garante per la concorrenza, rispondendo a una richiesta di parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, relativa a un esposto inviato al MIT da un concorrente di Flixbus che lamentava la politica tariffaria posta in essere da alcuni nuovi operatori esteri, aveva già chiarito che "ogni eventuale vincolo normativo o regolamentare alla libertà tariffaria delle imprese sarebbe in aperto contrasto con i principi e le norme a tutela della concorrenza". L'emendamento passato impone che possano ottenere l'autorizzazione a operare solo raggruppamenti di impresa il cui capogruppo, in questo caso Flixbus, esegue come attività principale di trasporto.

La norma, inoltre, alla luce delle sentenze 22 e 34 del 2012, rischia l'incostituzionalità dato che va a modificare la normativa che da 10 anni regola l'accesso al mercato dei servizi automobilistici di linea interregionale.

Con immensa gioia dei giovani viaggiatori italiani e con soddisfazione da parte di Andrea Mazziotti, presidente della Commissione Affari Costituzionali, oltre che relatore del decreto in oggetto alla Camera, il pressing bipartisan (per l'anticostituzionalità della norma?) avrebbe convinto il Governo a ripensare all'emendamento anti-FlixBus, che quindi potrebbe essere abrogato. "E grazie a politiche di prezzo dinamico, come le compagnie aeree low cost, riusciamo ad offrire viaggi convenienti per i clienti, che infatti affollano i nostri bus".