Trump fa la felicità di FCA, Ford e General Motors

Trump fa la felicità di FCA, Ford e General Motors

Il titolo ha terminato le contrattazioni con un rally del 5,91% a 10,12 euro, appena sotto i massimi di seduta, in testa al settore. E chissà che Marchionne non discuta delle accuse arrivate dall'Epa, secondo cui Fca ha violato le leggi sulle emissioni; l'accusa è stata rispedita al mittente con un Marchionne che disse categoricamente: "nessuno ha barato".

Il meeting tra Marchionne e Trump ha avuto effetti immediati sull'andamento delle azioni FCA che sono decollate sulla Borsa Italiana - così come hanno fatto anche le Generali anche se per altre motivazioni. Forse di più - ha spiegato Donald Trump nel corso dell'incontro -.

"Ci attendiamo di lavorare con Trump e il congresso per rafforzare l'industria manufatturiera", ha detto in una nota l'ad di FCA, che ha ricordato a Trump che dal 2009 (anno del salvataggio di Chrysler) FCA ha investito in USA 9,6 miliardi di dollari creando 25mila posti di lavoro. Per mesi, il settore automobilistico è stato uno dei principali obiettivi degli attacchi da parte di Donald Trump per la produzione di veicoli in Messico.

Tutti i partecipanti alla riunione si sono detti più che soddisfatti della chiacchierata, compreso Sergio Marchionne: "Ho apprezzato l'intenzione del Presidente di rendere gli USA un buon posto per investire".

La sua offensiva sembra aver prodotto i primi frutti visto che nelle ultime settimane e' stato un susseguirsi di annunci su investimenti miliardari in Usa da parte delle grandi case automobilistiche. Il neo presidente degli Usa ha infatti prospettato un taglio della regolamentazione di almeno il 75% e "forse di più", ed ha assicurato la velocizzazione dei processi per concedere permessi e autorizzazioni. Fca ha invece impegnato un altro miliardo tra su due impianti tra Michigan e Ohio e Toyota Motors e Hyundai/Kia hanno impegnato per i prossimi 5 anni rispettivamente 10 miliardi e 3,1 miliardi.