Scienziati creano "ibrido" uomo-maiale, primo passo per la creazione di organi umani

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Lo scorso agosto l'ente ha però annunciato la formazione di una commissione deputata a riscrivere le regole della creazione degli ibridi uomo-animale, quelli che ormai in ambito scientifico vengono comunemente definiti "chimere".

Gli scienziati hanno impiantato cellule staminali umane, conosciute come cellule staminali pluripotenti intermedie indotte, in embrioni di maiale e hanno permesso loro di crescere per quattro settimane. In questo caso non stiamo parlando di qualcosa di così complesso ed inquietante: i ricercatori del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla, California, come spiegato in un paper pubblicato su Cell, sono riusciti a creare delle creature che sono quasi interamente dei maiali. In questo modo è stato possibile ottenere oltre 2.000 ibridi che sono poi stati trasferiti a delle scrofe che hanno agito da "madri surrogate". Gli scienziati sono stati in grado di far crescere un pancreas di topo in un embrione di ratto, trasferendolo poi in topi diabetici e alleviandone la malattia senza innescare una risposta immunitaria. Più di 150 embrioni si sono sviluppati restando pressoché completamente embrioni di maiale, ma con una presenza di cellule umane in un rapporto di circa uno su 10mila. Prima di essere rimossi, gli embrioni ibridi uomo-maiale sono stati fatti sviluppare fino ad un'età di 28 giorni (il primo trimestre di una gravidanza suina).

Gli studiosi, coordinati dal biologo dello sviluppo Izpisua Belmonte, sono passati a questi costosissimi e complessi esperimenti dopo aver trapiantato con successo cellule di topo in un embrione di ratto, nello specifico quelle pancreatiche. Una delle principali difficoltà è stata adattare i tempi di sviluppo delle cellule umane a quelli più rapidi della gestazione suina. Se questa dovesse essere una strada percorribile (e, al di là dei risultati scientifici, sarà una Legge a consentirlo, definendo i limiti), in futuro le cellule umane innestate potrebbero essere ingegnerizzate per impedire loro di contribuire allo sviluppo del cervello delle chimere.

Precauzioni. Nessuna cellula umana è stata trovata nei cervelli degli ibridi, anche se la possibilità che siano sfuggite all'analisi non può essere del tutto esclusa.