Raggi e la telefonata con Grillo smentita: "Ipotesi fantasiose"

Raggi e la telefonata con Grillo smentita:

Lo dice, intervistato dal Messeggero, l'assessore al Commercio al Comune di Roma, Adriano Meloni, che smentisce attriti con Raggi e di essere pronto alle dimissioni: "il rapporto di fiducia è ancora solido, io continuo a svolgere il mio lavoro perchè penso che si possano ottenere buoni risultati per questa città". La sindaca risulterebbe indagata nell'ambito dell'inchiesta relativa alla nomina a direttore del Dipartimento Turismo di Renato Marra, fratello dell'ex capo del Personale, arresato nel dicembre scorso.

"Dalla Procura stessa mi hanno chiamato per dirmi che ciò che usciva sui giornali, le indiscrezioni, non veniva da loro", ha aggiunto Mancori. "Ma metto la mano sul fuoco che tutto è stato fatto in buona fede, sull'onestà della sindaca Raggi non ho un solo dubbio". "Mi immagino che tra un po' diranno che ho anche ucciso qualcuno".

Il bivio, però, potrebbe aprirsi dopo il 30 gennaio.

Una sindaca azzoppata a Roma, sottoposta a continue polemiche e sotto i riflettori di un procedimento penale che andrà speditamente, rischia di dare un argomento in più agli avversari del M5s nella prossima campagna elettorale. "Non c'è niente di valutabile al momento".

Dunque anche la Raggi, come Luigi Di Maio, ha smentito un articolo del Corriere della Sera firmato da Fiorenza Sarzanini pubblicato sul sito del quotidiano nella tarda serata di ieri. "Ve lo ricordate? Inventare non si fa".

Guardando in prospettiva, ad impensierire è lo spettro dell'esplosione di un 'caso Roma´ poco prima delle elezioni nazionali: qualora si andasse alle urne a giugno il tempo per gestire la vicenda sarebbe davvero ridotto. "E senza bisogno della Legge Severino". Sono diverse le possibilità in ballo per il primo cittadino capitolino.

La Raggi, insomma, rischierebbe di finire in tempi brevi davanti a un collegio giudicante per rispondere di reati che prevedono una condanna complessiva di almeno tre anni di reclusione.