Prete a luci rosse, parla l'ex amante: "Altri sacerdoti nelle orge"

Prete a luci rosse, parla l'ex amante:

A parlare di lui, che non è indagato ma ha ammesso di aver fatto sesso con don Contin e la sua amante, è la stessa parrocchiana di 49 anni che il 6 dicembre ha vuotato il sacco nella stazione dei carabinieri di Padova principale, dando la mossa decisiva per far partire l'inchiesta.

Religiosi con i quali la 49enne padovana avrebbe consumato prestazioni sessuali, sia nella canonica di San Lazzaro che in appartamenti forniti dal don. Così come è sparito don Contin, rifugiato probabilmente in un convento a Trento.

L'inchiesta si allarga. Gli inquirenti sospettano un giro di prostituzione gestito dal parroco della chiesa di San Lazzaro. Il pubblico ministero Roberto Piccione, che coordina l'indagine, ha affidato all'ingegnere Nicola Chemello un accertamento tecnico irripetibile sul contenuto di una decina tra dvd e cassette vhs, altrettante chiavette Usb, un tablet, un pc, uno smartphone con scheda sim e un cellulare vecchio tipo senza scheda (ma c'è la memoria) tutti sequestrati a don Andrea, come su 5 cellulari messi a disposizione dalla donna firmataria della denuncia. "Facevo tutto quello che voleva - scrive la donna -". La donna ha prodotto anche certificati medici e foto dei lividi riportati dopo le botte. Don Andrea a volte vi partecipava, altre si limitava a guardare riprendendo la scena con una telecamera.

Una diocesi, quella di Padova, in cui non sembrano mancare gli scandali. Un'ex amante che ha spiegato come il 48enne don Andrea, originario di Busiago di Campo San Martino, fosse pressante e violento nei suoi confronti di fronte alla sua decisione di sottrarsi sia alle pratiche sessuali violente e alle perversioni da lui praticate sia agli incontri sessuali di gruppo o con partner occasionali. Da ieri cambio nella difesa di don Andrea Contin: il penalista Michele Godina ha rimesso il mandato nelle mani del cliente che ha provveduto alla nomina di un nuovo difensore. Ma l'elenco delle amanti è più lungo, i carabinieri ne hanno interrogate già 18. Ogni tanto, però, il don puntava dritto al lago di Garda e ad alcuni soggiorni al resort di lusso di Villa dei Cedri di Lazise, sulla sponda veronese. La donna che ha fatto la denuncia (in una intervista al Mattino di Padova ha raccontato di avere subito costrizione e violenza da parte di don Contin e ha riferito di prostituzione all'ombra del campanile) ha sempre detto di non aver mai visto passaggio di soldi dagli amanti occasionali all'ex prete.