Nuova bordata del blog di Grillo contro i giornalisti

Si conclude sottolineando che i sindaci o i presidenti della Regione eletti nelle liste M5S sono tenuti a far rispettare il codice di comportamento del MoVimento 5 Stelle ai componenti della giunta, anche se questi non sono iscritti alle all'M5S. Il 13 gennaio, intanto, il tribunale di Roma si pronuncerà sul ricorso dell'avvocato Venerando Monello, iscritto al Pd, contro il codice firmato da Raggi e consiglieri.

"La svolta garantista dei grillini è durata soltanto poche ore".

Subito sono divampate le polemiche, in primis da parte del Partito Democratico, che ritiene il codice un 'salvagente per il sindaco di Roma, Virginia Raggi. "Rimangono i giustizialisti di sempre e senza alcuna credibilità", è la convinzione della responsabile comunicazione di Forza Italia Deborah Bergamini.

Sul piede di guerra anche Federico Pizzarotti. Si parla infatti di "reato commesso con dolo", con l'esimente di "fatti che configurano i c.d. reati d'opinione, ipotesi di reato concernenti l'espressione del proprio pensiero e delle proprie opinioni, ovvero di fatti commessi pubblicamente per motivi di particolare valore politico, morale o sociale". È innegabile che fino ad oggi nessuno è stato in grado di trovare una soluzione a quel meccanismo (mediatico) automatico e che appare sempre più come una liturgia già saputa e ineluttabile: circola sulla stampa la notizia dell'iscrizione del registro degli indagati o della notifica del celeberrimo avviso di garanzia, gli avversari politici del malcapitato di turno chiedono le dimissioni, l'interessato prima tentenna, poi, dopo qualche accenno di resistenza, viene abbandonato dal suo partito e così si dimette. Finché ci sarà una struttura che valuta "sulla base di principi soprattutto personali - ha argomentato - è evidente che ci saranno sempre due pesi e due misure".

Il codice, poi, stabilisce anche la presunzione di gravità, che consiste nel fatto che il Garante dell'M5S, il Collegio dei Probiviri o il Comitato d'Appello possono valutare la gravità del comportamento di un portavoce dell'M5S a prescindere dalla presenza di un procedimento penale. Nella lente d'ingrandimento della magistratura ci sono numerosi appalti: dal verde pubblico, alle mense scolastiche, dai servizi cimiteriali alla pubblica illuminazione.

Ora - se vorrà - il fondatore del M5S potrà scendere in campo, e magari candidarsi alla guida del governo, in piena conformità al "nuovo Codice" e senza provocare imbarazzanti stridii all'interno delle sue compagini armate.

Indicare una svolta garantista nel Movimento cinque stelle di Beppe Grillo è una barzelletta. Gli fa eco Danilo Toninelli, convinto del percorso intrapreso: "Le reazioni veementi dei vecchi partiti e dei giornalini di sistema dimostrano che abbiamo colto nel segno!".