Corte Costituzionale boccia ballottaggio, resta premio. M5s, "ora subito al voto"

Corte Costituzionale boccia ballottaggio, resta premio. M5s,

Ballottaggio. Al contrario, la sentenza della Consulta ha accolto le questioni, sollevate dai Tribunali di Torino, Perugia, Trieste e Genova, relative al turno di ballottaggio, dichiarando incostituzionali le norme della legge 52/2015 che lo prevedono.

Per quanto riguarda le "pluricandidature" è stata cassata la disposizione che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere dove prendersi il seggio, che verrà invece assegnato per sorteggio nel caso in cui risulti eletto più volte. Ciò significa che se nessun partito raggiunge questa percentuale minima di voti, si svolgerà un secondo turno tra le due liste più votate per assegnare il premio della stessa consistenza. Viene introdotta la doppia preferenza di genere: si possono votare due candidati di sesso diverso, altrimenti vale solo il voto dato al primo candidato. Inizialmente l'esame della legge elettorale era previsto per il 4 ottobre, ma il 19 settembre è stato deciso lo slittamento a una data successiva al referendum costituzionale del 4 dicembre. Quindi quella che esce dalla Consulta resta una legge proporzionale, anche se spinge ad aggregare sotto la stessa lista diverse formazioni affini per provare a raggiungere il 40%. Rimangono anche i capilista bloccati e le soglie di sbarramento: al riparto dei seggi potranno partecipare solo le liste che supereranno una soglia minima del 3%. A questo punto, bisognerà capire se le forze politiche intendono andare al voto subito, con l'Italicum cambiato per la Camera e il Consultellum per il Senato. Una disposizione a tutto vantaggio dei partiti che in questo modo avrebbero avuto maggiore voce in capitolo in merito all'ingresso alla Camera dei primi non eletti nei vari collegi. "85 del d.p.r n. 361 del 1957", spiegano i giudici costituzionali. Intervento chirurgico, dunque, che lascia sostanzialmente in piedi l'impianto dell'Italicum, salvo le due eccezioni sopra accennate. "Ottenendo così una legge più uniforme al Conseltellum attualmente in vigore al Senato e immediatamente applicabile". A ora, invece, l'Italicum così come modificato dalla Consulta varrebbe per la Camera dei Deputati, mentre un'altra precedente legge, il cosiddetto Consultellum, varrebbe per il Senato. Attenzione in particolare alla composizione delle liste: i capilista non devono essere più del 60 per cento dello stesso sesso e nella composizione ci deve essere alternanza di sesso nella presentazione delle candidature.

Il fronte "attendista" - Ma nel Pd c'è anche chi, come l'esponente di punta della minoranza Roberto Speranza, vede nella sentenza della Corte la conferma delle proprie ragioni: "c'è spazio perché il parlamento lavori".