Usa, Trump sceglie David Friedman come nuovo ambasciatore in Israele

Grazie alle "forti relazioni" di Friedman in Israele che "saranno il fondamento della sua missione diplomatica".

"Voglio lavorare con tutto lo slancio possibile per rafforzare i legami immutabili che uniscono i nostri due paesi e far avanzare il processo di pace nella regione e ho fretta di portare l'ambasciata americana nella capitale eterna di Israele, Gerusalemme", ha scritto David Friedman, citato in un comunicato della squadra di Donald Trump. Il plauso invece da parte israeliana. Ma finora tutti i presidenti sono ricorsi alla loro autorità emanando decreti esecutivi che di fatto hanno bloccato l'entrata in vigore della legge.

In campagna elettorale, Friedman aveva anche affermato che le colonie israeliane in Cisgiordania non sono illegali e che Trump avrebbe trasferito l'ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme. La proroga semestrale è ormai una consuetudine dai tempi della presidenza Clinton. La sospensione del provvedimento - da Clinton ad Obama, passando per Bush - è stata considerata necessaria per motivi di sicurezza nazionale e per non compromettere il processo di pace. Così il vice ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Hotovelydel: "La nomina di Friedman è una buona notizia per Israele".

Ma l'appoggio alla nomina di Friedman non arriva soltanto dalla coalizione di governo. "Non vedo l'ora - ha spiegato - di lavorare con il nuovo ambasciatore Usa, un amico stretto di Israele, in un luogo degno del suo ufficio: la nostra capitale Gerusalemme". Immediata la replica del governatore palestinese di Gerusalemme: "Questa decisione è contraria al diritto internazionale". Israele occupa Gerusalemme Est dal 1967 e ha proclamato l'intera Gerusalemme come sua capitale indivisibile nel 1980.