Un pugno di noci al giorno contro tumori e ictus

Mangiare almeno 20 grammi al giorno di arachidi e frutta secca a guscio, come noci e nocciole, pistacchi e anacardi, mandorle e pinoli, riduce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, cancro e altre malattie. Si tratta, dunque, di un risultato piuttosto importante, visto che la frutta secca è da sempre considerata uno degli alimenti più ricercati, soprattutto al termine di un pasto o come spuntino. Abbiamo riscontrato una riduzione consistente del rischio per molte patologie differenti, il che rappresenta una forte indicazione dell'esistenza di un vero e proprio rapporto tra consumo di frutta a guscio e diversi risultati di salute. Circa 20 grammi al dì, infatti, apportano una marea di benefici all'apparato cardiaco, ma prevengono anche il cancro e scacciano via il rischio di morte prematura. In particolare le noci e le noci pecan sono anche ricche di antiossidanti, capaci di combattere lo stress ossidativo e, eventualmente, ridurre il rischio di cancro - spiega Aune -. "È un risultato sorprendente per una quantità di cibo così limitata", afferma il dottor Dagfinn Aune, fra gli autori dello studio. Lo studio attuale ricalca alcune delle conclusioni di una ricerca olandese del 2015, secondo cui il consumo di 10 grammi di noci al giorno abbasserebbe il tasso di mortalità legato alle principali patologie diffuse nei Paesi occidentali.

A dirlo è un'analisi della letteratura sull'argomento condotta dai ricercatori dell'Imperial College di Londra, dalla quale emerge che consumare una manciata di questa frutta oleosa permette di ridurre del 30% il rischio di malattia coronarica, del 15% il rischio di cancro e del 22% il rischio di morte prematura. Inoltre, un'associazione sembra esistere anche tra il consumo di queste noci e la morte per malattie respiratorie e per diabete, con un abbassamento del rischio rispettivamente della metà e del 40%. Anche se i ricercatori osservano che nel caso di queste ultime patologie i dati sono meno corposi. A stabilirlo alcuni ricercatori dell'Imperial College London e della Norwegian University of Science and Technology, il cui studio è stato pubblicato sulla rivista BMC Medicine. Uno studio su altri studi - Lo studio dell'Imperial College e dell'Università Norvegese di Scienza e Tecnologia non ha preso in esame un campione diretto di pazienti, ma estratto e incrociato i dati di 29 ricerche effettuate nel mondo su un totale di 819mila partecipanti, tra cui sono stati registrati casi di ictus, malattie cardiovascolari e patologie cardiache delle coronarie.

Nonostante le noci siano ricche di grassi esse sono anche ricche di fibre e proteine, e ci sono prove che suggeriscano che le noci possano ridurre il rischio di obesità nel tempo.

Lo studio ha incluso tutti i tipi di frutta a guscio, come le nocciole e le noci, e anche le arachidi che, sebbene accomunati alla frutta secca, sono in realtà dei legumi.