Ucciso a Milano il killer di Berlino: a fermarlo un poliziotto friulano

Ucciso a Milano il killer di Berlino: a fermarlo un poliziotto friulano

L'identificazione della vittima è arrivata sia dai tratti somatici sia dalla comparazione delle impronte. La prima tappa per il killer è stata Milano, dalla stazione del capoluogo lombardo Anis Amri si è spostato a Sesto S.Giovanni, dove poi è accaduta la sparatoria fatale per il terrorista. Un poliziotto ha fermato un giovane nordafricano per un controllo scattato nel quadro delle misure antiterrorismo, questi ha estratto la pistola da uno zainetto e sparato all'agente al volante dell'auto di servizio, ferendolo a una spalla.

Entrambi gli agenti avevano appena fatto formazione attraverso un corso sui controlli ai potenziali sospetti di terrorismo chiamato Blink e organizzato dal Dipartimento della Polizia di Stato per tutti gli equipaggi italiani. Il poliziotto colpito alla spalla è è ricoverato all'ospedale di Monza con un proiettile conficcato in una spalla. Non ci deve essere psicosi, non va data la sensazione di città blindata che porta all'effetto contrario. Da qui ha preso un treno per Milano dove è arrivato attorno all'una di notte.

E non è mancata la rapida risposta sui social che lo hanno già eletto "eroe". Il killer era in fuga dall'attentato di lunedì scorso e aveva da poco raggiunto Milano dalla Francia. A causa dei suoi precedenti, Amri era da tempo sotto l'occhio delle autorità tedesche anche per la vicinanza al predicatore estremista Abu Walaa. Immediata e decisiva è la reazione di Luca Scatà, l'agente in prova che si nasconde dietro la volante e risponde al fuoco, mentre Amri urla "Poliziotti bastardi". L'uomo ha reagito violentemente dopo una richiesta di documenti da parte degli agenti della Digos. Ricercato in mezza Europa era giunto in Italia. "C'è un sistema che è capace di funzionare".

Sulla vicenda ha riferito il ministro dell'Interno Marco Minniti in una conferenza stampa.