Ricercatrice italiana morta a Cambridge, "Impegnata in studi su staminali"

Da un primo contatto con l'albergo dove Simona alloggiava, i colleghi non erano riusciti ad avere informazioni su di lei e sono stati avvertiti solo alcune ore dopo che il corpo della donna era stato ritrovato nella sua camera.

La morte, riferisce il quotidiano "Il Giorno", risale a mercoledì scorso e la polizia inglese non avrebbe trovato tracce di violenza sul corpo della donna.

Sarà l'esame autoptico a fare chiarezza sulle cause della morte della giovane. Era felice Simona, aveva appena passato lo scritto al concorso del Centro nazionale di ricerche che forse le avrebbe regalato l'agognato posto fisso in Italia, dove voleva rimanere. Il padre della ragazza, Luigi Baronchelli, ha però ricordato che sua figlia soffriva fin da piccola di allergie gravi. Specializzata in genetica applicata, Simonaera impegnata in studi su cellule staminali. "Simona non aveva nemici - ha aggiunto l'uomo -".

E' scattato l'allarme e hanno subito appreso che la sera prima la ricercatrice aveva prenotato un taxi per la mattina successiva che non e' mai stato preso. "Spero che i patologi mi diano ragione". Dopo varie ipotesi, i colleghi di lavoro e la responsabile si premuravano di contattare l'albergo e la coordinatrice del workshop senza aver notizie al riguardo.

"Simona lascia un vuoto incolmabile, considerando la sua competenza, il suo entusiasmo e la sua dedizione alla scienza che l'avevano vista coinvolta in diversi progetti di ricerca - il ricordo commosso dei colleghi e di Emergency -". Anche chi la conosceva, la ricorda come "una persona umile e di grande cuore, interessata a diversi progetti umanitari".