Renzi sepolto dai no, si dimette

Renzi sepolto dai no, si dimette

In Gran Bretagna la Bbc apre il suo sito con "Il premier italiano si dimette dopo pesante sconfitti alle urne".

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato di voler rassegnare le dimissioni da capo del governo. "Insieme a milioni di italiani abbiamo giocato una bella partita e l'abbiamo persa", scrive Alfano. Le stime, che danno un'idea di cosa sta accadendo prima dei dati ufficiali, inizieranno a essere diffuse dopo le 23 di oggi, cioè subito dopo la chiusura dei seggi. A conclusione non ha influito il voto degli Italiani all'estero, anche se il SI' ha prevalso in percentuale non significativa. E' quanto si rileva dal sito del ministero dell'Interno. A Pontassieve, dove risiede il premier, cifra record di elettori alle urne: l'80,50% degli aventi diritto. A Venezia ha votato il 72,15%, ad Aosta il 71,90, a Trieste il 67,80%, a Firenze addirittura il 77,13% (questi dati sono tutti definitivi). Il numero dei votanti è stato minore al Sud: a Napoli ha votato il 53% e a Palermo il 55%. Tra questi anche il 30,89% dei quasi 4 milioni di italiani all'estero.

Un lungo e sentito discorso nel quale si è congratulato con il fronte del 'no' al quale ha augurato buon lavoro.

Renzi nella conferenza stampa a Palazzo Chigi annuncia le sue dimissioni.

LA LEGA - "Sfidiamo la scaramanzia e osiamo perché se vittoria sarà, sarà vittoria di popolo contro i poteri forti di tre quarti del mondo". Renzi ricorda che la democrazia italiana si basa su un sistema parlamentare e che "quando abbiamo chiesto la fiducia abbiamo proposto di semplificare il sistema, di eliminare il bicamerilismo, di ridurre i costi della politica e di allargare gli spazi della democrazia diretta, Non siamo stati convincenti, mi dispiace, ma andiamo via senza rimorsi". "Come era chiaro sin dall'inizio l'esperienza del mio governo finisce qui", ha detto ancora Renzi. Domani pomeriggio salirò al quirinale dove consegnerò le mie dimissioni. E, in ogni caso, "l'Italia può contare sulla guida autorevole e salda di Mattarella", sono le parole del premier che poi si rivolge al fronte del No in chiave post-Italicum: "a voi onori e oneri, tocca a voi fare una proposta sulla legge elettorale". Secondo i rumors, potrebbero prendere il posto di Renzi, a Palazzo Chigi, personaggi come Pier Carlo Padoan, Dario Franceschini e Pietro Grasso. "L'affluenza elevata, l'avanzata del populista Movimento cinque Stelle e l'impopolarità di Renzi hanno tutti contribuito" chiosa il corrispondente dal Roma. "Ha splendidamente rappresentato il nostro Paese", ha detto Renzi, prima che gli mancasse la voce.