Referendum, Grillo: se perdiamo contro il mondo va bene lo stesso

Referendum, Grillo: se perdiamo contro il mondo va bene lo stesso

Prima c'erano solo le bufale, le tesi complottiste e tutta una serie di teorie pseudo-scientifiche: dalle scie chimiche ai vaccini che provocano autismo o fanno diventare gay, dal falso sbarco sulla Luna ai microchip sotto pelle fino ai più classici complotti sull'11 settembre o al consiglio di umettare la matita copiativa in dotazione alle urne elettorali per rendere il voto indelebile.

Un Referendum Costituzionale di fondamentale importanza per il futuro del Paese che presenta molte incognite, ad una manciata di ore dall'apertura dei seggi.

Dall'altra parte Renzi, intervistato su Skytg24, ha promesso: "In tre mesi sarà possibile fare la nuova legge elettorale, che non è argomento del referendum".

È una riforma che, insieme alla legge elettorale, rischia di trasformare una piccola minoranza del 15% di italiani in un potere assoluto, in grado di occupare qualsiasi realtà istituzionale. "Siamo alla stasi mentale, è una situazione da guardare dal punto di vista neurogastrologico". E' l'appello di Paola Taverna in un video sul Blog di Grillo è per l'evento di domani 2 dicembre alle ore 17 a Torino dove il Movimento 5 stelle chiuderà con un grande evento sul palco in piazza San Carlo la campagna #IoDicoNo per votare "No" al prossimo referendum costituzionale. Ma l'affondo più pesante è quello che parte da Beppe Grillo. Non c'è mai stato un numero così alto di indecisi. "Devi reagire qui, devi reagire qui" grida Grillo battendosi il pugno sullo stomaco. Sono infatti ancora molte le domande senza una risposta precisa sulle modalità di attuazione della riforma stessa. La partita che si sta giocando non è il poker, ma il tressette. "La verità è che la Costituzione è un piccolo impedimento per major e multinazionali".

Brogli? La replica di Renzi non si fa attendere: "Mi spiace molto, è un film che ogni volta si ripropone, il voto all'estero è stato proposto dall'allora ministro Tremaglia e votato a sinistra".

Infine spiega facendo riferimento a un'eventuala vittoria del No: "Siamo sempre in preoccupazione".

Il Cavaliere, però, in una maratona televisiva parallela a quella del premier, suona la carica del No. E arriva a evocare rischi bancari: "Gli italiani hanno paura a depositare i soldi in banca: più di 100 mld sono stati messi sotto il materasso". Non diremo che abbiamo quasi vinto se dovessimo perdere. Il premier si dimetterebbe?

Al coro dei critici si aggiunge Silvio Berlusconi, che ieri ha pubblicato un videomessaggio sul suo profilo Facebook per chiedere un voto contro Renzi.