Referendum 4 dicembre, come si vota

Referendum 4 dicembre, come si vota

Domenica 4 dicembre 2016, dalle 7 alle ore 23 si svolgeranno le consultazioni elettorali per il referendum costituzionale, recante "Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione".

Riforma: Elimina la competenza concorrente, al fine di rendere più chiara la divisione dei poteri, che è da sempre stato un punto importante del paese e che ha finito per investire notevolmente la Corte Costituzionale: oggi, infatti, oltre il 70% delle questioni di cui si occupa la Corte riguardano questo conflitto di competenze. Ai seggi, ciascun elettorale riceverà un'unica scheda, con riportato il quesito referendario e, sotto, due distinte caselle: il Sì e il No. I cittadini favorevoli alle modifiche apportate alla Costituzione dalla legge Costituzionale tracceranno un segno sul "Sì"; i cittadini non favorevoli alle modifiche apportate alla Costituzione dalla legge Costituzionale tracceranno invece il segno sul "No".

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"Sì e no, in alcuni sondaggi "clandestini", diventano due cavalli da corsa, ribattezzati Truie Blessée e Assemblage Hétéroclite: quest'ultimo viene dato in vantaggio di quattro secondi e otto, che corrispondono al 4,8%". Ma i guai si possono ancora evitare. La prima è che si sia consapevoli che la Costituzione ha natura pattizia, nasce da un grande accordo tra le volontà e le idee dei cittadini e dei loro rappresentanti; ma allora non può portare il marchio d'impresa di un partito temporaneamente dominante, fatta oggetto dell'ennesima sfida divisiva tra "noi" e "loro". La pretesa di avere tutto subito è irrealizzabile, quando in gioco ci sono cambiamenti così rilevanti: anche il testo vigente ha dovuto aspettare diversi anni prima di trovare piena attuazione. "Costituzionalisti di fama, di esperienza, al di sopra di ogni sospetto, che amano la Costituzione, sono su sponde diverse". Che si traduce nel togliere di mezzo quello e quelli che ci sono adesso, le regole attuali, forse anche il modello che l'Europa con fatica ha costruito. Renzi, per il Sì chiude al Sud, in mattinata con tappa a Palermo e Reggio Calabria, ma l'atto finale è in programma a Firenze, con la chiusura della campagna referendaria a piazza della Signoria. Io faccio notare che in Italia non è cosi amato, anzi, in molti lo odiano. "I giovani, sono sicuro, sapranno scegliere per il proprio futuro". La nostra identità è tutt'altra e si fonda sull'indipendenza di giudizio, sull'anticonformismo della ragione e sulla passione per la modernizzazione dell'Italia, nella ricerca quotidiana dell'eccellenza e della qualità dell'informazione al servizio dei lettori. "Questa è una riforma nel complesso positiva, che può dare al Paese la spinta per ripartire". Tanti cambiamenti sono previsti per il Senato, i cui componenti verranno eletti dai Consiglieri Regionali (elezione di secondo grado) ma sulla base delle "scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi" regionali. E poi la personalizzazione della disputa sul referendum è lui che l'ha cominciata. Il SI' dà indiscutibilmente stabilità al Governo (il che non esclude il cambio di qualche ministro rivelatosi inadeguato), il NO porta ineluttabilmente alle dimissioni del Presidente del Consiglio e del suo Governo.

L'Agesci ha fatto sapere che non intende assumere posizioni ufficiali e ha dedicato gran parte della rivista per gli educatori dell'Agesci al tema della partecipazione con un approfondimento specifico sul referendum, integrato da materiali sul sito.

Quello che non mi piace affatto è l'Italicum. Viene eliminato il riferimento alle Province: nel nuovo testo si legge che la Repubblica è costituita da Comuni, Città metropolitane, Regioni e Stato.