Ora che succede? Parola a Mattarella Ipotesi Padoan, Grasso o Franceschini

Ora che succede? Parola a Mattarella Ipotesi Padoan, Grasso o Franceschini

Anche la ministra Maria Elena Boschi commenta il risultato con un "Peccato. avevamo immaginato un altro risveglio: istituzioni più semplici in Italia, paese più forte in Europa". Mentre dentro Palazzo Chigi i giornalisti stranieri parlavano di "Renxit" in attesa di salire alla Sala dei Galeoni, fuori, a pochi metri dalla sede del governo, una trentina di militanti dell'Usb hanno acceso dei fumogeni al grido di "Dimissioni, dimissioni". Se lui ci sarà ancora, è presto per dirlo: per ora Renzi alza bandiera bianca, teso ma sforzandosi in undici minuti di discorso di sorridere. Renzi non ha però intenzione di dare i suoi voti ad un governo che nasce per "vivacchiare" sino alla primavera del 2018, data di scadenza della legislatura. Anche perché il capo dello Stato ha già fatto trapelare nelle scorse settimane la sua contrarietà a sciogliere le Camere, senza una legge elettorale omogenea per Camera e Senato.

In tal senso, davanti all'inamovibilità di Renzi, Mattarella non potrà che aprire le consultazioni con i gruppi parlamentari ed individuare un presidente del Consiglio che abbia la maggior condivisione possibile. Il Ministro dell'economia Pier Carlo Padoan si è trovato costretto ad annullare il viaggio odierno a Bruxelles, dove era in programma una riunione dell'Eurogruppo (domani anche l'Ecofin), non potendo certo mancare all'appuntamento odierno del Consiglio dei Ministri. Oppure una figura più politica, come Dario Franceschini, che ha un nutrito drappello di parlamentari Pd. Un uomo, come l'attuale presidente del Senato, Piero Grasso, ha un buon rapporto con le opposizioni e questo favorirebbe la creazione della nuova legge elettorale.

Uno snodo importante per capire con quale proposta il Pd si presenterà al Quirinale è la riunione della direzione del Pd, convocata per martedì.

Dopo le dichiarazioni di dimissioni di Matteo Renzi, in seguito alla netta sconfitta del Referendum Costituzionale di ieri, inizia la sfida dei nomi di quello che potrebbe essere il suo successore. "La colpa è la sua", diceva più di un dirigente stasera al Nazareno.