Nello scacchiere di Gentiloni cambia ruolo Alfano e c'è Anna Finocchiaro

Nello scacchiere di Gentiloni cambia ruolo Alfano e c'è Anna Finocchiaro

Intanto il caposaldo dell'Economia resta nelle sicure mani di Pier Carlo Padoan, garanzia nei confronti dell'Unione europea e dei mercati finanziari. Oltre alla Finocchiaro, entrano il renziano di ferro Luca Lotti allo Sport e Claudio De Vincenti, già sottosegretario a Palazzo Chigi con Renzi, che va alla Coesione territoriale.

L'altro siciliano, ma non è una novità, è il leader di Ncd, Angelino Alfano che passa dal Viminale, cioè gli Interni, alla Farnesina ovvero gli Esteri.

A proposito di governo: questi hanno giurato tutti sulla Costituzione che volevano smembrare. Ha fatto parte della direzione nazionale del Pd fino al 17 dicembre 2013. L'impegno parlamentare della Finocchiaro per Taranto non può definirsi indimenticabile, ora chissà che non si dia da fare nel suo nuovo ruolo di responsabilità di governo, per il (tanto) bisognoso contesto ionico. Ha sempre avuto incarichi di peso. All'Istruzione non c'è più Stefania Giannini ma Valeria Fedeli del Pd.

Sulla formazione del nuovo governo incombe la posizione dei verdiniani che ieri, con il premier al Colle dal presidente Mattarella, hanno annunciato il loro no alla fiducia "senza rappresentanza Ala-Sc". E si ricorda il precedente della fine del governo D'Alema, dimessosi dopo una sconfitta alle regionali e non per una sfiducia delle Camere, che fu sostituito dal governo Amato con sole due sostituzioni. Il presidente del Consiglio incaricato Paolo Gentiloni ha appena letto al Quirinale la lista dei ministri dopo averla illustrata al Capo dello Stato. I buoni rapporti con il premier spagnolo Mariano Rajoy e con la cancelliera tedesca Angela Merkel spiegano la probabile scelta di Gentiloni, così come giocano in favore di Alfano i legami stretti con Theresa May e Bernard Cazeneuve, prima di diventare rispettivamente primo ministro inglese e francese. L'altra priorità individuata è quella del lavoro: "Non possiamo ignorare le varie forme di disagio, specie nelle fasce più deboli del ceto medio e specie nel Mezzogiorno, dove il lavoro è un'emergenza più drammatica che altrove, e sarà una vera priorità del nostro impegno nei prossimi mesi".