Mps, tonfo in Borsa nel primo giorno di conversione

Mps, tonfo in Borsa nel primo giorno di conversione

La Consob ha dato il suo via libera all'offerta di conversione in azioni dei bond subordinati Mps e il "prospetto relativo alle nuove azioni". In un documento visionato da Reuters si dice che "esiste il rischio che il piano di salvataggio non venga portato a compimento" e che "la banca potrebbe dover ricorrere a misure di risoluzione tra cui il bail-in". Un'operazione propedeutica al lancio di un aumento di capitale fino a 5 miliardi. La buona notizia per la banca senese è che Generali ha convertito tutti i bond subordinati, ma nel complesso lo scenario resta pieno di incognite.

Per quanto riguarda le incognite, la prima è legata al consorzio di garanzia per la riuscita dell'aumento di capitale che dovrebbe partire il 7 o l'8 dicembre, subordinato all'esito della conversione dei bond, all'attività di pre-marketing e all'avanzamento del processo di deconsolidamento del portafoglio di 27,7 miliardi di sofferenze che le banche, guidate da Jp Morgan e Mediobanca, dovranno considerare "soddisfacente".

In una nota rilasciata dall'istituto si legge che Mps "assumerà nei confronti della clientela un atteggiamento non proattivo, astenendosi dal raccomandare o consigliare l'adesione all'Offerta" e che l'adesione sarà permessa solo ai clienti che hanno un profilo compatibile con l'investimento secondo i parametri della direttiva europea Mifid.

L'avvio dell'operazione di conversione non sembra aver avuto un impatto positivo sul titolo di Mps: lunedì mattina il titolo è in crollo a Piazza Affari (-9,5% intorno al giro di boa) e scambia intorno a 18 euro, con tutto il listino e i bancari in rosso probabilmente per via dell'incertezza sul referendum di domenica.