Meningite, uccise da meningococco C le due studentesse milanesi

Lo scorso luglio era deceduta un'altra ragazza, sempre per meningite, che frequentava lo stesso laboratorio universitario.

Pur non rappresentando una misura in grado di garantire copertura totale di fronte ai differenti microrganismi responsabili di causare la meningite, il ricorso al vaccino resta comunque (è bene ribadirlo) l'unica arma in grado di limare fattori di rischio inutili e l'unico antidoto per difendere il corpo umano dalla controinformazione e da quella triste patologia che si manifesta in tutta la sua virulenza riportando l'opinione pubblica a più miti consigli.

Ora le autorità sanitarie cercheranno di capire se i due batteri fanno parte dello stesso ceppo e sono quindi identici oppure diversi. Ma in ogni caso non sarà così: "prima delle Feste le 140 vaccinazioni saranno somministrate a tutti", ha affermato al Corriere della sera Giorgio Ciconali, responsabile del servizio Igiene e prevenzione dell'Ats. Nell'Università Statale di Milano già 150 persone sono state sottoposte a profilassi antibiotica ma è necessario rafforzare il programma di protezione per i compagni di corso delle due giovani uccise dalla meningite e per chi è stato a contatto diretto con le due studentesse. "C'è molta preoccupazione per quello che è avvenuto alla facoltà di Chimica della Statale e questo è comprensibile - spiega - ma non bisogna cedere alla psicosi". "Se i due casi fossero 'secondari' - aggiunge Pregliasco - cioè il contagio fosse diretto, sarebbero passati appena 21 giorni tra uno e l'altro, giusto il tempo di incubazione della malattia". Si tratta di Meningite fulminante secondo i medici, che non avrebbe lasciato scampo alle due allieve.

"In generale - ricorda Pregliasco - in Italia i portatori sani di meningococco sono circa il 5 -10% della popolazione". Questo però non cambia il piano di vaccinare 140 studenti della facoltà: si comincerà il prossimo 9 dicembre con i primi 60 ragazzi. Una maggiore concentrazione negli ultimi tempi si è registrata in Toscana, dove "i portatori sono il 30-35%, e proprio i casi recenti di meningite registrati in questa regione hanno sollevato l'attenzione su una malattia mortale che può essere prevenuta con la vaccinazione".