Macellazione clandestina, 33 misure cautelari nel Messinese. I nomi degli arrestati

Macellazione clandestina, 33 misure cautelari nel Messinese. I nomi degli arrestati

Come riporta La Repubblica, i protagonisti sono il sindaco di Floresta Sebastiano Marzullo (veterinario), il comandante della polizia municipale Nicolò Oriti Titi, un sostituto commissario di polizia Tortorici Vincenzo Saporito. Le indagini, condotte dai poliziotti del commissariato locale guidato dal vicequestore aggiunto Daniele Manganaro, hanno fatto emergere uno scenario inquietante: furti di animali da allevamento, maltrattamento, uccisione di animali, macellazione clandestina, messa in commercio di sostanze alimentari non idonee al consumo e altri reati.

Macellai, allevatori, medici veterinari in servizio presso l'Asp di Sant'Agata di Militello. La conoscenza del vasto territorio e il controllo dello stesso, con auto apripista durante il trasferimento degli animali che segnalavano la presenza di forze dell'ordine ed eventuali posti di blocco, rendevano l'attività criminale ben oliata ed efficiente.

Arresti domiciliari per Tindara Ferraro, Carmelo Ferraro, Tindaro Agostino Ninone, Carmelo Gioitta, Salvatore Artino Inferno, Antonino Ravì Pinto, Fortunata Grasso, Sebastiano Calanni Runzo, Antonino Calanni.

Arresti in carcere: Biagio Borgia e Nicolino Gioitta. 39 anni, Aurelio Claudio Paterniti, nato a San'Agata di Miltello, 47 anni, Nicola Faraci Ciaramira, nato a Sant'Agata di Militello, anni 33, Vincenzo Maenza, nato ad Alcara Li Fusi (Me), anni 49, Tommaso Blandi, di Sant'Agata di Militello, 46 anni, Giuseppe Oddo, di Sant'Agata di Militello, 35 anni, Nicolò Calanni, nato a Sant'Agata di Militello, 40 anni, Luigi Vieni, nato a San Fratello 61 anni, Filadelfio Vieni, nato a Sant'Agata Militello, 30 anni, Sebastiano Musarra, di Sant'Agata di Militello 40 anni e Salvatore Musarra 46 anni.

Le indagini della Polizia hanno evidenziato come i due gruppi "convivessero" sul territorio senza scontrarsi, muovendosi in maniera autonoma e facendo riferimento a criminalità operante il primo su Tortorici, il secondo su Cesarò. Erano loro, in pratica, a garantire la "legalizzazione" sulla carta, con falsa documentazione e apposizione di marchi identificativi sugli animali rubati, cosa che permettevs ai capi delle associazioni di accaparrarsi i contributi europei.

I provvedimenti sono scattati nei confronti di persone accusate di fare parte di una organizzazione criminale operante nel territorio del Parco dei Nebrodi e dedita alla macellazione clandestina.

Ol maxi-blitz è l'ultimo in ordine di tempo condotto dagli uomini del commissariato di Sant'Agata di Militello con competenza in quasi tutti i comuni del Parco dei Nebrodi.

Secondo il Gip, l'allevatore di Militello Rosmarino avrebbe dimostrato nell'arco di appena 5 mesi di controlli, grande spregiudicatezza nel reperire selvaggina, uccidere animali a richiesta dei clienti e non tenere conto dei rischi per la salute dei consumatori.