La crisi di governo non spaventa la Borsa

Avvio in deciso calo per Piazza Affari in scia all'esito del referendum. Un euro vale anche 121,22 yen (121,13), mentre il rapporto dollaro/yen è a 113,97 (113,53). Il rendimento del decennale italiano ora è al 2%, dopo aver toccato il 2,04% nelle prime battute e contro l'1,90% di venerdì.

L'euro dopo essere sceso questa notte ai minimi da 20 mesi poco sopra 1,05 sul dollaro ha poi recuperato e viaggia a 1,064.

Piazza Affari e le principali borse europee si portano in territorio positivo, in una seduta caratterizzata dal forte incremento della volatilità, in seguito al risultato del referendum costituzionale, che ha visto la netta vittoria del "NO" con il 59,1% dei voti, rispetto al 40,9% dei "SI". Le prime indicazioni avevano parlato di una Borsa Italiana in calo del 3%, mentre per le altre Borse europee si erano previste perdite di circa 1 punto percentuale. Il ministro dell'Economia Padoan alla fine della scorsa settimana aveva dichiarato che in caso di vittoria del no le banche italiane potrebbero avere difficoltà nell'attrarre capitali. L'indice Ftse Mib reagisce alle dimissioni di Matteo Renzi con un ribasso dell'1,8% a 16.774 punti. Il petrolio vede il Brent a 54,70 dollari (+0,4%) e il Wti a 51,98 dollari al barile (+0,6%). Il titolo della banca toscana torna in negativo e perde lo 0,46% a 19,41 euro, dopo uno stop per eccesso di ribasso in avvio di giornata.

Pesante Finecobank, che segna una discesa di ben -3,03 punti percentuali. Mauro Moretti ha affermato che il gruppo sta decidendo su come utilizzare la cassa disponibile: distribuire un dividendo o fare investimenti. La banca guidata da Jean-Pierre Mustier e Amundi hanno comunicato di aver avviato il negoziato in esclusiva per la possibile vendita delle attività di Pioneer Investment al colosso francese. Sul secondo punto il manager ha aggiunto che il gruppo sta analizzando opportunità in UE, USA e Asia, progetti "con focus su elettronica, cyber e in parte su elicotteristica".