Influenza, a letto già 500mila italiani

Secondo un'analisi, sono già 500mila gli italiani che, tra il mese di Ottobre ed i primi di Dicembre, sono rimasti allettati dal virus influenzale. Come preannunciato, l'incidenza si conferma "lievemente superiore a quello delle precedenti stagioni influenzali". Nella settimana dal 28 novembre al 4 dicembre 2016 l'incidenza settimanale (numero di casi per 1.000 assistiti rapportati all'intera popolazione italiana), sono stati circa 115.000, 20mila in più della settimana precedente e per un totale di circa 469.000 casi a partire dall'inizio della sorveglianza stagionale. In base ai dati inviati da medici e pediatri di famiglia, al momento si registrano 1,89 casi per mille assistiti.

A sollevare le preoccupazioni degli esperti però sono i numeri di chi non si vaccina.

"In Italia - osserva HappyAgeing, citando i dati Ocse sul confronto tra le vaccinazioni antinfluenzali tra gli over 65 nel 2004 e nel 2014 - si e' verificato un calo di circa il 10%". Sul fronte polmonite, malattia infettiva spesso correlata all' influenza, non va meglio. Pochi sanno, infatti, che la malattia è responsabile di più del doppio dei decessi rispetto agli incidenti d'auto. Molti nemmeno sarebbero a conoscenza dell'esistenza di un vaccino per questa malattia e ne sottovalutano le pesanti conseguenze per la salute. "Se si combinasse la vaccinazione antinfluenzale al vaccino antipneumococcico - sostiene Michele Conversano, presidente di HappyAgeing - si potrebbe arrivare a ridurre il numero di decessi per complicanze broncopolmonari fino al 60%".

"Purtroppo circolano convinzioni infondate sulle vaccinazioni, quali, una scarsa fiducia verso le istituzioni, una bassa percezione del rischio, il timore di effetti collaterali e le questioni relative all'accesso e al presunto costo del vaccino, gratuito nella maggior parte delle regioni italiane" aggiunge il direttore di HappyAgeing, Marco Magheri. "Vaccinarti protegge te e coloro che ti stanno accanto": è uno dei messaggi lanciati pubblicando sul sito web dell'istituto le foto delle proprie vaccinazioni. A livello internazionale, invece, sia l'Unicef che l'Organizzazione mondiale della sanità - come ricorda sempre HappyAgeing - sono concordi nell'individuare nell'infezione da pneumococco una tra le principali cause di mortalità e morbilità a livello globale, soprattutto nei bambini di età inferiore ai 2 anni e nei soggetti anziani di età superiore ai 65 anni, in cui causa gravi patologie come meningite e polmonite.