Fuocoammare trionfa agli European Film Awards

Fuocoammare trionfa agli European Film Awards

Non solo è infatti il miglior film europeo agli Efa 2016, ma ottiene ben altri quattro premi tutti importanti, cinque riconoscimenti su cinque candidature.

"Abbiamo costruito un mondo pieno di muri, violenza e intolleranza in cui non vengono riconosciuti i diritti umani", ha detto Rosi ritirando il riconoscimento. È passato tempo, ma questi migranti continuano a venire dal mare a chiedere il nostro aiuto. La pellicola aveva già vinto l'Orso d'Oro al Festival di Berlino ed è entrato nella short-list dei documentari degli Academy Awards.

Fuocoammare, il film di Gianfranco Rosi sugli sbarchi di migranti a Lampedusa ha ottenuto il premio come miglior documentario alla 29esima edizione degli European Film Awards, considerati una sorta di Oscar europei. Questo premio vuole abbattere queste barriere tra noi e loro. Una storia di un'educazione alla vita da parte di un padre 'clown' verso una figlia troppo depressa che ha dato alla Aden, oltre la vittoria come miglior film, anche il premio come miglior regista, sceneggiatrice e la doppietta con gli attori: premio miglior attore a Peter Simonischek e miglior attrice Sandra Huller.

Per il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall'Orto "è una grande opera che racconta i motivi per i quali l'Italia ha e avrà un ruolo centrale per una Europa dei diritti sempre più unita; con la meravigliosa gente di Lampedusa che dell'Europa è la frontiera d'accoglienza". Vi ricordiamo, inoltre, che Fuocoammare è stato selezionato per rappresentare l'Italia agli Oscar 2017 in qualità di miglior film straniero e miglior documentario. La statuetta come Miglior film d'animazione è stata consegnata, invece, a "La mia vita da zucchina", splendida pellicola in stop motion di Claude Barras che sa far sorridere e commuovere, dallo scorso 1° dicembre nelle nostre sale. La cerimonia si è svolta nel supermoderno National Forum of Music (NFM) di Wroclaw progettato da Kuryowicz & Associates con la conduzione disinvolta di Maciej Stuhr.