Catania, blitz contro la cosca Brunetto: nel mirino il racket dei "buttafuori"

Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, hanno consentito di ricostruire l'organigramma del clan, di individuarne i capi ed i gregari. I reati ipotizzati, a vario titolo, dalla Dda della Procura etnea sono: associazione mafiosa, spaccio di droga, detenzione di armi e rapina. Con l'operazione denominata "Kallipolis" sono stati scoperti gli interessi criminali della cosca che opera nell'area jonica e la struttura verticistica del clan dopo la morte dello storico capo Paolo Brunetto. Il gruppo operava nei territori di Castiglione di Sicilia, Giarre e Fiumefreddo di Sicilia.

Gli accertamenti dei carabinieri, sottolinea in una nota la Procura di Catania, hanno fatto emergere la commissione di rapine, furti di veicoli e lo spaccio di cocaina e marijuana, oltre a un controllo degli esercizi commerciali della zona di 'competenza' con l'imposizione a ristoranti e locali da ballo di impiegare affiliati come 'buttafuori' o 'addetti alla sicurezza'.

Durante l'esecuzione delle ordinanze Giuseppe Calandrino, è stato trovato in possesso di armi e munizioni. Gli altri dieci destinatari dei provvedimenti oltre Pietro Carmelo Olivieri e Calandrino sono Alfio Di Grazia, Alessandro Siligato e Luca Daniele Zappalà. Le nuova accuse sono state, invece, notificate in carcere a cinque indagati già detenuti per altra causa mentre in due mancano all'appello.