Borsa, Milano piatta dopo referendum

Si conferma quindi il trend degli ultimi due giorni, dopo il referendum costituzionale, mentre sul fronte politico italiano si attendono novità già oggi, con la direzione del PD e con l'approvazione della Legge di Bilancio al Senato, che dovrebbe spianare la strada alle consultazioni da parte del Presidente Mattarella per sciogliere il nodo dei prossimi mesi di Governo. L'indice principale Ftse Mib, al termine di una seduta volatile e dopo un passaggio anche in territorio positivo, ha chiuso in calo dello 0,21% a 17.050 punti.

Le Borse europee chiudono positive, con Milano che vola, grazie ai bancari, e con Londra piu' affannata, per colpa dei minerari. Proprio in attesa di capire gli sviluppi politici dell'esito del voto, slitta infatti di 3-4 giorni la decisione delle banche del consorzio di garanzia sulla firma del contratto per l'avvio dell'aumento di capitale. Forti acquisti anche su Bper (+7,4%), Unicredit (+5,37%) in vista della presentazione del piano del 13 dicembre e con le indiscrezioni che parlano della possibile vendita di una ulteriore quota di Fineco (+0,6%), Banco Popolare (+4%), Bpm (+4%), Mediobanca (+3,74%), Ubi Banca (+2,74%), Intesa Sanpaolo (+2,54%). La ricapitalizzazione di Mps diventa più sfidante, l'incertezza riduce l'incentivo dei potenziali anchor investor a partecipare, hanno commentato gli analisti di Equita Sim. In cima al listino svetta Fca in rialzo del 4,6%.

Lo spread è in calo: il differenziale tra Btp decennali italiani e Bund tedeschi è a 156,1 punti base rispetto ai 158 della chiusura di ieri, con un rendimento all'1,937%.