Anoressia, farmaci anoressizzanti vietati ma acquistabili in farmacia: scandalo su ministero Salute

Fenilpropanolamina: provoca anoressia, si trova in farmacia.

Guai in vista per sette alti dirigenti del ministero della Salute: sarebbero finiti sotto inchiesta. Sostanze messe al bando da oltre un ventennio dalla Food and drug administration ma che in Italia, anche se vietate, potevano essere acquistate sotto forma di preparati galenici, ossia medicinali preparati nel laboratorio di una farmacia. E' il cuore dell'inchiesta (partita nel 2013 dopo la morte di Luigi Marzulli): il farmaco, succedaneo della fendimetrazina, già responsabile di alcuni decessi, è formalmente vietato sugli scaffali, ma può essere preparato direttamente dal farmacista.

In particolare, l'attenzione delle Fiamme Gialle è stata rivolta verso la norefedrina: una sostanza vietata nel maggio 2015 ma, misteriosamente, non inserita all'interno delle tabella delle sostanze da bandire nei prodotto galenici.

L'ipotesi di reato avanzata dalla procura di Roma è quella di "disastro colposo", e riguarda il presunto comportamento negligente che ha "omesso di espletare qualsiasi attività di vigilanza o comunque attivare i dovuti controlli affinché non fossero prescritte e somministrate da parte di medici e farmacisti preparazioni galeniche anoressizzanti".

Due i casi presi in esame, entrambi a Roma: la morte di una donna, avvenuta in seguito ad assunzione di norefedrina nel corso di una dieta, e le lesioni gravissime subite da un'altra signora, colpita da ictus nel 2014.

Il ragionamento degli investigatori sulla pericolosità della sostanza è chiarissimo.

Secondo l'accusa ci sarebbe stata una totale assenza di controlli sulla molecola in questione, che sarebbe vietata. Perché sia Marletta che gli altri avrebbero, per allontanare i sospetti, tentato di accreditare l'idea che l'impiego della fenilpropanolamina fosse consentito a monte.