'You are not my President'. Ancora proteste contro Trump

'You are not my President'. Ancora proteste contro Trump

Donald Trump, che ha fatto fortuna come magnate immobiliare e personaggio imprenditoriale, è stato incluso la scorsa settimana nella lista di Forbes dei miliardari più ricchi del mondo alla posizione numero 405, con un patrimonio di 4,1 miliardi di dollari.

Trump ha ribadito più volte nel suo discorso di ringraziamento alla Nazione di essere il "presidente di tutti gli americani, di quelli oppressi", inserendosi nella linea oratoria che gli fu propria in campagna elettorale, e che gli costò il titolo di demagogo, e, altresì di mostrarsi vicino proprio a quegli oppressi su cui intende alzare un muro fisico e non. Sullo sfondo un'Europa altrettanto oscillante con un Cac 40 a -0,3%, il Dax a -0,15% e un Ftse 100 che arriva a -1,15%. La realtà è altrove e ti spiega come stanno le cose. Il risultato delle elezioni è chiaro e nel giro di pochi giorni il discusso imprenditore incontrerà Barack Obama per avviare il processo di transizione che si concluderà il 20 gennaio 2017 con l'insediamento di Trump alla Casa Bianca. L'edificio già nella notte dell'Election Day è stato superblindato con camion anti-bomba che circondano l'intero isolato e agenti in tenuta antisommossa a presidiare l'intera area e il marciapiede dove si trova anche l'iconica location di Tiffany. Se non diamo dignità al lavoro non sapremo superare gli effetti di una crisi economica che è provocata anche da mancanza di etica. "Ci uniremo tutti e ne saremo orgogliosi": così su Twitter Donald Trump lancia un appello alla luce delle proteste esplose in molte città americane contro la sua elezione.

Così Foad Aodi, Presidente delle Co-mai e preside della facoltà di Scienze della Riabilitazione e Fisioterapia dell' Università anglo-cattolica "Unisanpaolo", ribadisce un deciso no alle politiche di fomentazione dell'odio razziale e religioso in America e in occidente, e sottolinea come "l' America è da sempre la culla dell'immigrazione; non crediamo che oggi possa istigare allo scontro razziale, o peggio, considerare plausibili le idee di deportazione dei migranti e innalzamento di muri". I lavoratori che hanno votato Trump hanno totalmente ignorato i sondaggi falsi che puntavano a presentare la Clinton come vincitrice fin dal primo giorno, non si sono fatti influenzare minimamente dal variopinto e schiamazzante Carnevale delle femministe, dei LGBT, dei giornalisti addetti alla 'fabbrica del falso', dei fautori della globalizzazione e delle Cassandre che profetizzavano il "crollo dei mercati": essi, i lavoratori, hanno attraversato indenni le cortine fumogene create dai poteri forti industriali e finanziari e le emissioni tossiche generate dalle "armi di distrazione di massa" dell'apparato radio-televisivo, e hanno dimostrato di aver capito ciò che era essenziale. Ma un presidente deve governare il suo paese, non andare dietro alle sue paure e il Paese che uscirà da un governo del genere difficilmente sarà un bel posto in cui vivere.

Tuttavia, non è in immediato pericolo la democrazia americana che almeno da un secolo ha ispirato l'Occidente e non solo. "In quest'epoca - rileva il presidente del consorzio Optel - la guerra si fa non più con i fucili".

Ma Trump ha promesso di costruire muri? "Mi impegno di fronte a ogni cittadino di questo paese per essere il presidente di ogni americano".

La Duma, il parlamento russo, ha accolto con un applauso la notizia dell'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Insomma la domanda da porsi potrebbe essere la seguente: se lo sviluppo politico si misurasse sulla scala della vita umana potremmo definirci "adulti" già da tempo, ovvero già da tempo allenati al confronto con la politica o piuttosto ancora in pubertà con tutte le esperienze piacevoli e spiacevoli che accompagnano questa fase di vita? Il più grande mi sembra l'animosità personale fra Donald Trump e Barack Obama. "E So che lo faremo".