Veronesi, il figlio: "non ha voluto essere curato"

Veronesi, il figlio:

Alberto, il figlio di Veronesi, direttore d'orchestra, alla camera ardente ha raccontato il padre e parlato della sua morte: "Era un uomo curioso, pieno di umanità".

Info - Alberto Veronesi, uno dei figli dell'oncologo scomparso ieri notte, lo ricorda uscendo dalla loro casa nel centro di Milano, in cui verrà allestita una camera ardente in forma privata in attesa dell'allestimento di quella pubblica a Palazzo Marino.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha portato per primo il suo saluto alla famiglia che siede accanto al feretro. "Per tutta la vita non ha mai rinunciato a svolgere una funzione di guida coraggiosa". "Ha voluto andarsene, e questo è stato inevitabile". "Ma soprattutto ha lasciato un'eredità enorme in questo campo, perché se oggi il tumore al seno è così meno devastante rispetto a trent'anni fa, lo dobbiamo nel mondo quasi esclusivamente a lui". "Nessuno pensava che ci sarebbe stato un decorso così rapido, pensavamo addirittura di festeggiare i suoi 91 anni il 28 novembre, invece, adesso, ricordiamo l'ultimo compleanno in cui ha raccontato tutta la sua vita".

"Domani faremo un piccolo omaggio musicale prima dei discorsi ufficiali del sindaco e dei miei fratelli", ha spiegato. Tra le tante persone che hanno voluto rendere omaggio a Umberto Veronesi, ci sono anche Emma Bonino e Roberto Saviano.

Giunto alla fine dei suoi giorni, Umberto Veronesi, non ha voluto cure che allungassero di qualche unità quei giorni. Così Alberto Veronesi, figlio di Umberto, commenta la scomparsa del padre intervistato dai giornalisti presso l'abitazione del noto oncologo italiano. Giuliano Volpe durante una cerimonia molto sentita e partecipata da studenti, docenti, personale amministrativo, rappresentanti di istituzioni, enti e associazioni. In piazza della Scala anche alcuni pazienti dell'ex ministro che hanno ricordato in particolare la sua "umanità e sensibilità", nel rapporto con i malati.