Usa 2016, manifestazioni contro Trump: almeno 30 arresti a Manhattan

Usa 2016, manifestazioni contro Trump: almeno 30 arresti a Manhattan

Anche il leader spirituale del tibetani in esilio, si è congratulato con Trump per la sua vittoria nelle presidenziali, sostenendo nello stesso tempo che "il mondo ripone grandi speranze nella visione democratica e nella leadership degli Stati Uniti".

Claudia Portale, una ventisettenne di Roma, è la più concisa di tutti: "Ha vinto il male peggiore". Dopo i risultati in Florida un giornalista del Times aveva indicato che sarebbe stata una notte di lunga attesa: l'esito del voto lungo la costa atlantica non sarebbe stato sufficiente per assegnare la vittoria a Hillary.

Verso le 20 erano sorti i primi dubbi.

La nuova mappa geopolitica americana non promette nulla di buono se non per gli gnomi delle borse che già si sono riorganizzati in modo da non perdere quattrini. Come se la modernità dovesse chiedere permesso.

"La mattina di mercoledì 9 novembre ha visto sorgere il Sole sui seggi elettorali degli Stati Uniti". Ma come si è arrivati a tutto questo? Secondo gli exit poll (i cui dati, naturalmente, devono essere analizzati con estrema cautela), la performance di Trump rispetto a Romney è stata migliore sia tra gli afro-americani (8 per cento contro il 6 per cento di Romney) che tra gli ispanici (29 per cento contro 27 per cento). Migliaia di persone, soprattutto giovani, studenti e immigrati, sono scese in piazza in diverse città americane per protestare contro l'elezione di Trump e le sue idee che, dicono, dividono gli americani.

Trump ha sempre detto di essere pronto a sedersi al tavolo per riprendere il dialogo con Mosca dopo il periodo di gelo dell'amministrazione Obama, tra la questione Ucraina, le sanzioni, il caos in Siria e la lotta all'Isis. Praticamente la stessa cifra. Certo, siamo ormai a qualche settimana dal voto. I cosiddetti "latinos", che nel 2012 avevano rappresentato il 10 per cento dell'elettorato, nel 2016 sono cresciuti solo marginalmente, arrivando a toccare l'11 per cento. Tradotto in termini elettorali: i repubblicani sono più disponibili a votare il loro candidato, qualunque egli sia, mentre i democratici hanno bisogno di un candidato convincente. Con paletti ben fermi però: "Il sogno americano è abbastanza grande per tutti, per le persone di ogni religione e razza, per gli immigrati, per le donne e gli uomini, per le persone in salute e per quelle disabili". Non solo. Il presidente messicano, Enrique Pena Nieto, ha annunciato che lui e il presidente eletto degli Stati uniti Donald Trump, la cui retorica anti-immigrati ha fatto infuriare i messicani durante la campagna elettorale, hanno concordato d'incontrarsi per discutere il futuro delle relazioni bilaterali. Lamentandosi (!) di come la stampa insistesse sull'argomento quando in gioco c'erano i destini della nazione ("Grab the pussy!"). Con il suo di movimento Trump è riuscito ad attrarre gente dalle due fazioni, inculcando in seno ai rispettivi vertici dei partiti un senso di preoccupante immobilismo e incapacità di reazione.

Controtendenza invece è andato il comune di Little Ferry, nel New Jersey dove risiede un'altra importante comunità molfettese, tant'è che il sindaco attuale, democratico, è l'italoamericano, di origini molfettesi Mauro Raguseo: la Clinton ha raccolto infatti 1724 consensi contro i 1196 di Trump.