Usa 2016, Election day: la maratona ora per ora

Usa 2016, Election day: la maratona ora per ora

E qual è il bilancio di questi ultimi otto anni americani?

"Today is the day" direbbero gli americani che oggi si trovano a dover votare per decidere chi sarà il 45° Presidente americano. Se dopo quest'ora non arriveranno notizie dal South Carolina, Trump potrebbe essere nei guai anche in Georgia e North Carolina.

Seguite il live sul nostro player, sul blog e sul sito. Tenero è constatare come il nostrano pd scimmiotti l'omonimo a stelle e strisce nel nome e nel sito, per esempio (youdem.tv, sic). E ancora, patetico è il diffusissimo descrivere Trump come il diavolo e Rodham Clinton come l'acqua santa, unica in grado di allontanarci dallo spettro del tycoon newyorkese. Vinse il repubblicano Mitt Romney contro il presidente Barack Obama, che invece aveva vinto quattro anni prima contro John McCain, interrompendo una serie di sette successi repubblicani consecutivi.

Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi parla nell'aula di Montecitorio, davanti a 600 colleghi di tutta Italia, con una fascia tricolore presa in prestito: "Nel terremoto ho perso anche quella - racconta commosso - Tornerò a indossare la fascia con lo stemma della mia città quando avrò la certezza che nessuno ci abbandona" perché "l'impressione è che qualcuno lo stia facendo e se fosse così sarebbe grave". La festa ufficiale, patrocinata dal Consolato generale degli Stati Uniti a Milano, quest'anno la organizza la American Chamber of Commerce in Italy con Easy Milano al Circolo del commercio di corso Venezia: un "Election Night Warm Up Party" a invito per meno di 500 posti già esauriti ieri, con le autorità, le bandiere, il food e i network per seguire il testa a testa tra Hillary Clinton e Donald Trump. Gente che se ti indovina allattare il tuo bambino (sotto il velo integrale) ti ammazza in pubblico. Quel presidente premiato non appena insediatosi, imbarazzato egli stesso per l'onoreficenza per chissà quale onore. Trump vuole anche annullare tutti i decreti firmati da Obama, che lui giudica anticostituzionali: tra questi c'è l'"Obamacare", la riforma sanitaria che ha aumentato il numero di persone tutelate dal sistema sanitario. Ebbene Trump è un tronfio personaggio, ma si suppone che, come tutti quelli che assumono una posizione di preminente potere dopo una campagna infiammata e delle uscite poco felici, si calmi. "Il tempo dei diktat è finito", ha replicato Renzi. Per intenderci, California e New York andranno sicuramente alla Clinton, Mississipi e West Virginia sicuramente a Trump.

Trump ha dalla sua, tra le mille boutades insopportabili, un fattore: è indipendente perché sufficientemente ricco. Si tratta di un progetto controverso promosso dal sito Slate in collaborazione con la startup VoteCastr, che renderanno noti dei dati normalmente in possesso geloso dei maggiori network televisivi del paese.