Umberto Veronesi, il ricordo dei figli Aveva sempre il suo sorriso

Umberto Veronesi, il ricordo dei figli Aveva sempre il suo sorriso

Il figlio ha ricordato la grande umanità del padre, la sua curiosità, l'amore per la poesia, per l'arte e per la musica.

Non solo un medico, uno scienziato illustre, ma un uomo che prendeva in cura le persone, le sue fragilità e ha avuto per me parole fin troppo di elogio quando dissi che io non ero il mio tumore.
Mi ha insegnato soprattutto a guardare agli ultimi, a curarsi degli altri.

All'indomani della morte dell'oncologo Umberto Veronesi, i figli ripercorrono gli ultimi giorni di vita del padre, che lascia un'enorme eredità "simbolica" alla città di Milano e a tutta Italia: "Aveva qualche dolore, alla fine era sedato, non riusciva a parlare ma si esprimeva con gli occhi, quegli occhi così meravigliosi con cui esprimeva la gioia e sorrideva quando lo baciavamo", ha detto Alberto, direttore d'orchestra e candidato con la lista civica a supporto di Beppe Sala alle ultime amministrative milanesi. "Ha creato una corrente di pensiero - dicono - si deve molto a lui più che alle istituzioni". Penso che siano oltre 50mila le persone che ha salvato, quindi c'è una riconoscenza profonda delle persone. Questa è la cosa straordinaria di quest'uomo, la sua intelligenza, il suo genio. Veronesi è sempre stato molto amato - ha ricordato, commentando la fila di cittadini che in modo silenzioso e ordinato portano l'ultimo saluto all'oncologo -.

"Se n'è andato in maniera naturale - ha aggiunto -".

Milano si stringe a Umberto Veronesi, il celebre oncologo morto nella serata di martedì 8 novembre. "Battaglie che dobbiamo portare avanti", ribadisce. "Papà - conclude - mi ha sempre spronato anche nella mia attività di musicista, mi ha sempre dato grande fiducia".

Il feretro di Umberto Veronesi è stato collocato nella sala Alessi del Palazzo del Comune di Milano per l'estremo saluto.