Turchia, la Ue: "Incompatibile". Erdogan: "E i 3 mln di rifugiati?"

Turchia, la Ue:

È scontro tra Bruxelles e Ankara. "L'arretramento nell'ambito dei diritti fondamentali", diritti umani e libertà d'espressione e dopo l'arresto dei deputati dell'Hdp "aumentano le nostre preoccupazioni", i loro "effetti mettono a repentaglio i progressi dell'ultimo decennio" rendendo la Turchia "sempre più incompatibili a diventare un membro Ue". Alla luce di quello che sta accadendo, della violazione dei diritti umani, dei crimini commessi sulle popolazioni civili curde nel sud-est del Paese è il momento di interrompere i negoziati per l'ingresso della Turchia nell'Unione europea, è il caso di sospendere gli accordi sulle migrazioni, di considerare la Turchia un Paese sicuro e di porre il caso la questione sulla permanenza della Turchia nella NATO. Fatelo. Ma che succede se i negoziati finiscono e si aprono le porte?

E' quanto afferma il Commissario Ue all'allargamento nel presentare il rapporto annuale sulla Turchia. La Turchia si sta muovendo nella "direzione opposta all'Europa". E la Turchia come Paese candidato deve "soddisfare i più alti standard", rispetto ai quali "non ci sono compromessi". Lo stesso ministro degli Esteri Paolo Gentiloni definisce "inaccettabile" la "spirale di caccia alle streghe, gli arresti, ed il trattamento riservato al leader del terzo partito". E mentre proseguono gli arresti di massa, con nuovi mandati per 55 piloti militari, accusati di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen, il vice-leader del partito filo-curdo Hdp, Hisyar Ozsoy, chiede all'Ue di "andare oltre" le parole e agire subito "con specifiche sanzioni contro il regime di Erdogan".