Trump in vantaggio, Borse in picchiata

Trump in vantaggio, Borse in picchiata

Trump ha buone probabilità di essere il futuro presidente degli Stati Uniti con un Congresso tutto repubblicano. L'indice Nikkei chiude in calo del 5,36% a 16.251,54 punti. Il tycoon newyorkese alla Casa Bianca ha innescato una reazione simile a quella vista dopo il risultato a sorpresa del referendum sulla Brexit, lo scorso giugno, se non addirittura peggiore.

Negli Usa i future sullo S&P scendono del 5%, quelli sul Nasdaq del 5,08% e quelli sul Dow Jones del 4,3%. Fa eccezione il peso messicano, che rispetto alla divisa americana arriva a cedere il 13%. Un biglietto verde e' arrivato a comprare 20 peso messicani, un record: Trump ha promesso di costruire un muro lungo il confine tra Stati Uniti e Messico e intende rinegoziare il North American Free Trade Agreement, l'accordo commerciale tra Canada, Usa e Messico. Il petrolio a New York scivola del 3,9% a 43,22 dollari al barile e il Brent lascia sul terreno il 3,2% a 44,62 dollari al barile. Altro chiaro segnale di panico dei mercati, l'apprezzamento dell'oro, bene rifiugio per eccellenza, che sale oltre la soglia psicologica dei 1.300 dollari l'oncia (+2,3%). I rendimenti decennali, benchmark del settore, si attestano al momento all'1,7657%, ma era scivolati fino all'1,746%, dopo essersi portati ieri all'1,896% sulla scia dell'ottimismo della vigilia su una possibile vittoria di Clinton. Viceversa, si assiste a una corsa verso gli asset considerati piu' sicuri, in particolare i titoli di stato americani e l'oro. La riunione si terrà presso il ministero delle Finanze.Obiettivo del vertice, studiare una risposta immediata per ritrovare la stabilità dei mercati finanziari. Poco mossa invece la borsa cinese che arretra di qualche decimo di punto percentuale.

Nello stesso tempo, un'altra società dello Yunnan, la Xiyi Industrial, il cui nome suona come la frase in mandarino "Azioni di Hillary", è caduta del 9,5 per cento.