Trump: Giuliani favorito per segretario Stato

Trump: Giuliani favorito per segretario Stato

"Sarebbe il genere di cosa che funzionerebbe se (Trump) lo predisponesse (.) un business che i suoi figli dirigerebbero, con un documento giuridico che afferma che non è coinvolto, che non ha interessi, che non ha partecipazioni", ha precisato il consigliere di Trump. Sulla squadra di governo che affiancherà il neo presidente Usa gli animi, tra i fedelissimi del tycoon, si sono accesi.

Ieri la versione elettronica del Wall Street Journal che i principali candidati alla carica di segretario di Stato nella nuova amministrazione del presidente neoeletto Donald Trump sono l'ex sindaco di New York Rudolph Giuliani e l'ex rappresentante permanente degli Stati Uniti all'ONU John Bolton. Alla Trump Tower è atteso anche il senatore dell'Alabama Jeff Sessions, uno dei nomi possibili per il ruolo di segretario alla Difesa.

La conferma tarda ad arrivare perché la scelta è controversa: in queste ore si ricorda, infatti, un potenziale conflitto di interessi per alcune attività di consulenza dell'ex sindaco con alcuni paesi chiave, dal Venezuela di Hugo Chavez all'Arabia Saudita. Se ne era già parlato quando nel 2007 Giuliani aveva tentato la sua di corsa per la Casa Bianca, oggi pero' le sottolineature di fonti di stampa hanno effetto amplificato dopo che per l'intera campagna elettorale Donald Trump e il suo fronte si sono scagliati contro la Clinton Foundation e i dubbi sulla sua lista di donatori, presentato come limite insormontabile per la credibilita' della rivale democratica Hillary Clinton poi sconfitta. E in ballo, c'è anche la promessa di smantellare quelle zone grigie in cui a Washington si incontrano politica e grandi interessi rappresentati da un esercito di lobbisti.

Il nuovo programma presidenziale incentrato sulla politica Estera e la Sicurezza nazionale emerge quindi al centro di una lotta intestina che rischia di rallentare oltre il dovuto il processo di transizione verso l'insediamento fissato per il prossimo 20 gennaio.

Intanto, su Capitol Hill il cielo si rasserena, almeno apparentemente, con le nuvole spazzate via dalla conferma di Paul Ryan per la nomina a un secondo mandato da Speaker della Camera. Lo hanno votato all'unanimità i deputati repubblicani e la conferma è attesa a gennaio con il voto dell'intera aula.

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