Spagna fuori dal tunnel della crisi, Rajoy eletto capo del governo

Spagna fuori dal tunnel della crisi, Rajoy eletto capo del governo

C'è molto lavoro da fare. Il premier ha dichiarato di voler guidare la Spagna fino al 2020, ma secondo molti il nuovo governo non avrà lunga vita, forse solo due anni mettendo insieme congiunture favorevoli e il superamento delle ostilità dei socialisti, il secondo partito in Parlamento, che se, da una parte hanno permesso a Rajoy di formare un governo per porre fine allo stallo, d'altra parte non gli consentiranno di far passare tutte le sue politiche. "Cercheremo di trovare accordi di volta in volta". "Noi crediamo che Rajoy non sia il presidente che merita la Spagna, che meno che mai merita terze elezioni", ha detto il portavoce socialista Antonio Hernando. "E' una situazione complessa che trasformeremo in un'opportunità", ha commentato Rajoy subito dopo il voto - "non chiedo un assegno in bianco, offro dialogo".

Governerà in minoranza, costretto a negoziare con l'opposizione su ogni legge, con il rischio permanente di cadere.

Il risultato - Il Congresso dei deputati spagnolo ha votato in serata la fiducia al leader del Pp Mariano Rajoy, eletto cosi nuovo primo ministro. Degli 84 deputati del Psoe, 15 'ribelli' - sette dei quali appartenenti alla Catalogna - hanno votato 'no' disobbedendo all'ordine di astenersi imposto dal partito.

Contro Rajoy hanno votato Podemos, i suoi alleati catalani, valenciani e galiziani, i partiti baschi e quelli indipendentisti catalani.

Si è consumata a Madrid la versione iberica del patto del nazareno. Il partito più danneggiato dalla crisi è stato il PSOE, che ha ottenuto i peggiori risultati della sua storia e che a giugno ha rischiato di farsi superare da Unidos Podemos, la coalizione di sinistra formata da Podemos e Izquierda Unida. E ora Rajoy, (apparentemente) senza vincoli di mandato nonostante il governo di minoranza, sembra trovarsi tra le fauci un boccone facilmente digeribile.