Sieropositivo contagiò 30 donne, rinviato a giudizio per epidemia dolosa

Sieropositivo contagiò 30 donne, rinviato a giudizio per epidemia dolosa

Il trentaduenne Valentino Talluso sarà processato davanti alla Corte d'Assise per lesioni gravissime e anche per il reato di epidemia.

E' stato rinviato a giudizio per epidemia dolosa e lesioni gravissime come chiesto dal pm Francesco Scavo, titolare dell'indagine. Lo stesso giudice ha respinto la richiesta, avanzata dall'imputato, di essere giudicato con rito abbreviato subordinato a una perizia sulla sua personalità.

L'uomo, stando a quanto è emerso dalle indagini, è venuto a conoscenza del suo stato di sieropositività nel 2006 e fino al 23 novembre 2015 (il giorno precedente l'arresto) ha continuato ad avere rapporti non protetti, tuttavia in molti casi non lo ha comunicato alle sue partner, se non a quelle con cui riteneva di poter consolidare la relazione. Oggi il bambino, di quattro anni circa, è affetto da encefalopatia, una patologia gravissima, riconducibile proprio allo stato di sieropositività contratto durante il parto.

Gli inquirenti sono certi che gli episodi non sono solo 57 e che ci siano altre persone contagiate, direttamente o indirettamente che hanno evitato di ricorrere alle autorità. Il pm Francesco Scavo al termine dell'udienza ha detto: "L'ho fatto per loro", in riferimento alle vittime contagiate da Talluto.

L'untore rischia una pena di almeno 20 anni di carcere.

L'attività investigativa, condotta dal personale della Sezione di Polizia Giudiziaria- Aliquota della Polizia di Stato è stata condotta in maniera serrata, sussistendo non solo esigenze di natura investigativa, ma ancora prima superiori esigenze di tutela della salute pubblica, apparendo subito urgente e necessario limitare un'ulteriore eventuale diffusione del virus dell'Hiv, mediante il rintraccio del maggior numero di donne che, del tutto inconsapevolmente, potessero essere state esposte al rischio del contagio e che a loro volta potessero trasmettere il virus ai loro partner e stabilendo con loro un contato diretto con tutte le cautele del caso.