Si apre a Firenze la Leopolda numero 7

Si apre a Firenze la Leopolda numero 7

"Intonare un canto di speranza è l'obbiettivo della politica e la missione dell'Italia". "Questa è un'edizione un po' particolare - dice il deputato Matteo Richetti, a cui è stato affidato il compito di aprire i lavori -". E qualcuno ventila la presenza dell'architetto Renzo Piano, coinvolto già dopo il terremoto di agosto.

La regia della Leopolda 7 è curata da Jim Messina, l'uomo-immagine del segretario Pd, e di Simona Ercolani, moglie di Fabrizio Rondolino, autrice Rai e a capo della casa di produzione Stand by me, coordinatrice anche della campagna video renziana pro-sì. "Renzi non speculi sulla pelle dei terremotati", dice Calderoli.

In effetti, subito dopo il sisma si era parlato della possibilità di cancellare la manifestazione, salvo poi la decisione di renderla più istituzionale, sfruttando quel palco per parlare degli interventi dell'esecutivo per la messa in sicurezza del territorio italiano. Ma un ex consulente del governo, Andrea Guerra, guarda oltre: "Il Sì vincerà e servirà la scossa", con un governo Renzi bis e "una squadra nuova, meritocratica, agile". Ma al centro anche la parola "ricostruzione" e il tema del terremoto, con un gesto concreto come una cena "solidale" a base di amatriciana. In primis, la manifestazione organizzata dai dipendenti di Equitalia, prevista esattamente per venerdì alle ore 15 a Firenze. All'evento saranno presenti anche i musicisti della band americana che si esibiva quella sera, gli Eagles of Death Metal. Secondo Luca Toscano, esponente del comitato, "Sarà una piazza composita, ci saranno realtà territoriali, comitati contro le devastazioni ambientali, inquilini, studenti, e non può che essere così": perché Firenze, aggiunge, è una città stanca, e vuole dare un segnale. "Salvini è meraviglioso: ce l'ha sempre con l'Europa tranne il 27 del mese quando deve andare a Bruxelles a ritirare lo stipendio", ha aggiunto Renzi. Un testo che alcuni parlamentari della minoranza raccontano di aver visto solo in una foto su Whatsapp e che considerano troppo vago, nel contenuto e nella forma: serviva una proposta di legge, dice Speranza, ora "è chiaro che l'unico modo per cambiare veramente l'Italicum è votare No".