Scandalo corruzione all'Ato Toscana sud In manette direttore e tre professionisti

Scandalo corruzione all'Ato Toscana sud In manette direttore e tre professionisti

Operazione della Guardia di Finanza di Firenze, questa mattina negli uffici dell'ATO Toscana sud, l'Ente che gestisce il servizio rifiuti nelle province di Siena Arezzo e Grosseto. Tra l'altro, con la chiara finalità di scoraggiare eventuali ulteriori concorrenti alla partecipazione della gara per la gestione dei rifiuti urbani, gli indagati avevano inserito nel bando stesso talune clausole che risultavano particolarmente vessatorie per ogni altra impresa che avesse voluto partecipare alla gara.p I guadagni illeciti emersi all'esito delle indagini di cui ha beneficiato il Direttore Generale dell'ATO TOSCANA SUD sono stati quantificati in totale in oltre 380.000 euro, "compenso" che era stato giustificato contabilmente dagli imprenditori che si erano aggiudicati l'appalto facendoli figurare quali costi sostenuti (fittiziamente) per incarichi di prestazione d'opera professionale o per collaborazione e/o consulenza. La gara era per la gestione completa del ciclo di rifiuti nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto, l'area governata dall'Ato Toscana Sud. L'appalto nel 2013 fu effettivamente aggiudicato a Siena Ambiente con un consorzio di 6 imprese. Per le indagini il bando era strutturato per favorire un raggruppamento di imprese capeggiato da Siena Ambiente. L'indagine, come hanno evidenziato il procuratore Giuseppe Creazzo e il procuratore aggiunto Rodrigo Merlo, è scaturita da una segnalazione anonima molto dettagliata, "con particolari che non si potevano trascurare".

Per la Procura di Firenze il direttore dell'Ato, l'ingegner Andrea Corti, 50 anni, da ieri ai domiciliari, avrebbe fatto un "mercimonio sistematico della propria funzione" organizzando una "rete di interessi veramente sconcertante per turbare l'asta". Indicazioni che poteva soddisfare, hanno sottolineato gli investigatori, solo Siena Ambiente, tanto è vero che due colossi del settore si ritirarono nella fase finale e decisiva del bando. Tra questi studi professionali, anche uno studio legale con sede a Firenze. Ha agito nonostante le incompatibilità funzionali.

Il procuratore aggiunto di Firenze, Rodrigo Merlo, parlando delle indagini della guardia di finanza, ha riferito che "l'inchiesta è partita dalla nota di un anonimo indirizzata a questa procura, alla Gdf e alla Corte dei conti". Sono scritti che spesso non vanno molto al di là del pettegolezzo quelli anonimi, ma stavolta c'erano informazioni di dettaglio che non potevamo trascurare. "Così la guardia di finanza, partendo da fonti aperte, materiali reperiti su Internet, ha dato il via alle indagini", iniziata nel 2014, mentre la gara di appalto era stata bandita nel 2010 e assegnata nel 2013.