Renzi, a Leopolda persone normali no vip

Renzi, a Leopolda persone normali no vip

"Questa è una Leopolda pancia a terra, dove sono impegnati governo, ministri e deputati". La Leopolda è il luogo delle persone che hanno voglia di fare politica.

"Finalmente Renzi ha commesso un errore e mi ha dato il microfono" così debutta Matteo Richetti, deputato Pd e così si apre la Leopolda 7.

Spaghettata di solidarietà Questa sera, dopo l'aperitivo di benvenuto, i lavori inizieranno alle 20.30, con l'intervento di apertura affidato al "figliol prodigo" Matteo Richetti, già renziano deluso dopo essere stato uno dei delfini del premier, ora tornato in buoni rapporti con il presidente del Consiglio e da settimane instancabile alfiere delle ragioni del Sì al Referendum. Allestimento e palco all'insegna della sobrietà, con una semplice lavagna da scuola: pochi i vip che arriveranno a Firenze, spazio invece a volontari, sindaci e comuni cittadini. "Tanto vinciamo, di che stiamo parlando?" sorride Faraone. Abbeverarsi di nuovo alla pozione dei druidi della Leopolda, agli " incazzati" che potranno iscriversi per poter parlare dal palco. "Siamo qui con il sorriso per chi pensa che la politica è proporre e non odiare". Inizia così Matteo Richetti l'intervento alla Leopolda. "Salvini è meraviglioso - dice Renzi - perché ce l'ha sempre con l'Europa tranne il 27 del mese quando va a prendere lo stipendio". "I lavoratori", si legge nella nota, "che da anni sono soggetti alle peggiori ingiurie scritte e gridate dagli evasori e bersaglio dei troppi rappresentanti politico-istituzionali esercitatisi ripetutamente nel tiro all'esattore alla ricerca di un facile consenso, vengono ora tacciati di essere dei vampiri proprio da colui che dovrebbe essere il garante del benessere del Paese".

La decisione della questura di non autorizzazione la manifestazione Firenze dice no in programma per domani pomeriggio a Firenze in concomitanza con la seconda giornata della Leopolda renziana ha innescato dure reazioni da parte di alcuni rappresentanti della sinistra.

La rottura definitiva si consuma in mattinata, nel corso di una telefonata tra Speranza e Cuperlo, che rappresenta la minoranza Dem nella commissione Pd sulle modifiche all'Italicum.