Referendum: No avanti, indecisi ago della bilancia

Referendum: No avanti, indecisi ago della bilancia

Avviene così anche con gli attivisti dei centri sociali che, pur teoricamente orientati al No, si sentono estranei al voto.

Il trend storico, tracciato negli ultimi mesi da Demopolis per il programma Otto e Mezzo, conferma ampiamente la fluidità del voto: il Sì, che ad aprile era al 58%, perde 10 punti in 4 mesi; risale poco sopra il 50% all'indomani dell'annuncio da parte del Governo di alcune misure della legge di Stabilità. Per chi sostiene il No, invece, mette a rischio l'equilibrio tra i poteri dello Stato e riduce la democrazia. Per quel che vale - verrebbe da pensare - visto quanto successo negli Stati Uniti con l'elezione di Donald Trump.

Anche al Sud prevale nettamente il No come voto di protesta nei confronti del Governo che non ha affrontato con decisione il problema della crisi economica e della disoccupazione.

Ma Roberto D'Alimonte, esperto di sistemi elettorali e collaboratore del Sole 24 Ore, giustamente si chiede su tutti i contrari alla riforma andranno davvero a votare. Complessivamente però il sondaggio vede la prevalenza di indecisi e astenuti al 37%, seguiti dal No al 34% e del Sì che si ferma al 29%.

Città Nuova, sul siti e nel periodico fin da gennaio, ha espresso apertamente l'intenzione di rendersi disponibile a favorire e dare spazio ad ogni occasione di dialogo con l'attenzione sempre rivolta al bene comune e a ciò che ci attenderà all'indomani del voto, senza timore di riconoscere l'esistenza di diversi orientamenti tra tutti coloro che si riconoscono nella realtà che il gruppo editoriale rappresenta. I sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera considera un vantaggio dei No di una decina di punti se si escludono indecisi (6,4%) e astensionisti (46,5%). Tra quanti invece esprimono la propria preferenza per il "No", nel 4,9% dei casi sono elettori dei partiti schierati per il "Sì", nel 63,8% di partiti per il "No" e il 12,3% non è collocabile. Il servizio è stato lanciato tre giorni fa e il primo professionista a mettersi a disposizione degli elettori è stato un giovane avvocato milanese, esperto di diritto costituzionale, Alessandro Vantellino, ma oltre a lui molti altri avvocati si sono aggiunti alla lista di professionisti disponibili, come ad esempio il professore bocconiano Roberto Panetta. Per esaminare e modificare il testo di legge, il Senato ha 30 giorni di tempo, poi passerà alla Camera che deciderà se accettare o meno le eventuali modifiche in via definitiva.

Il No è in crescita secondo tutti e quattro i principali quotidiani che hanno commissionato i sondaggi.

Per il 52,8% degli intervistati il governo si deve dimettere in caso di vittoria dei "No" (la pensa in questo modo il 15,4% tra chi vota "Sì" e il 76% tra chi vota "No").