Referendum Costituzionale 4 dicembre 2016: la volatilità sui mercati secondo Bankitalia

Referendum Costituzionale 4 dicembre 2016: la volatilità sui mercati secondo Bankitalia

Il piano di cessione dei crediti previsto dall'istituto senese presenta dei "rischi di attuazione che derivano principalmente dall'elevata volatilità che ha di recente caratterizzati i mercati azionari".

Bankitalia sottolinea che l'indicatore del mercato azionario si è impennato nella seconda parte del 2016 e che il voto in Usa che ha portato all'elezione di Donald Trump ha fatto già salire i rendimenti dei bond privati e lo spread Btp/Bund. A lanciare l'allarme è Bankitalia nel "Rapporto sulla stabilità finanziaria". Bankitalia segnala che "il differenziale tra la volatilità implicita del mercato italiano e quella dell'area euro è elevato; gli indicatori parlano di un forte aumento della volatilità attesa per il mercato italiano a ridosso della prima settimana di dicembre, in corrispondenza con il referendum sulla riforma costituzionale". "E' inutile che mercati e vari comitati d'affari internazionali minaccino l'invasione delle cavallette, nell'eventualità della sconfitta del sì".

Nel documento si precisa che i rischi per la stabilità finanziaria "derivanti dal quadro macroeconomico globale restano elevati", soprattutto a causa delle incertezze sui mercati avanzati. Il problema di fondo, al di là del referendum (e del peso che l'incertezza politica sta tornando ad assumere), è che in Italia il ciclo finanziario "resta debole, anche in prospettiva".

Buone notizie infine dal settore immobiliare con compravendite in aumento e prezzi che hanno fermato la discesa, un miglioramento che "riduce la vulnerabilità delle banche".

La situazione patrimoniale delle famiglie continua ad essere piuttosto solida in virtù del basso indebitamento. "L'aumento del reddito disponibile e i bassi tassi di interesse" permettono di ripagare i debiti contratti con più facilità.

Pagella in chiaroscuro, infine, per le banche. Per questo Banca d'Italia si attende che "nei prossimi trimestri dovrebbe proseguire il calo delle nuove sofferenze relative ai finanziamenti alle imprese attive nel settore e alle famiglie per l'acquisto di abitazioni". "Il tasso di deterioramento dei prestiti è sceso ai livelli più bassi dal 2008 e dovrebbe continuare a contrarsi l'anno prossimo, con il proseguimento della crescita dell'economia".

Da via nazionale rimarcano come nei primi sei mesi del 2016 la redditività delle banche è diminuita.