Petrolio: scorte Usa in calo. Prezzi in volo con accordo Opec

Petrolio: scorte Usa in calo. Prezzi in volo con accordo Opec

L'Iraq, che fino alle scorse ore è stato uno dei paesi più riluttanti, adesso sembra disponibile a ridurre le proprie estrazioni e con il ministro del Petrolio, Jabbar al-Luaibi, parla di accordo "unanime" per un taglio di sei mesi.

L'Opec ha raggiunto l'accordo per tagliare la produzione giornaliera di petrolio di 1,2 milioni di barili.

La diffusione del report non ha avuto alcun impatto sull'andamento del petrolio che si conferma in deciso rally, fotografato a 48,5 dollari, con un volo del 7,23%.

A settebbre in Algeria i membri dell'Organizzazione sono giunti a un accrodo preliminare che prevedeva la riduzione di produzione petrolio fino a 32,5-33 barili al giorno. Il compromesso raggiunto testimonia che l'accordo può aiutare la pace anche nell'area mediorientale.

Il numeeo dell'OPEC ha aggiunto che anche la Russia è sulla strada dei tagli. Nel primo caso il greggio estratto, secondo i calcoli della società di ricerca JBC Energy, passa da 10,55 a 10,06 milioni di barili giornalieri, nel secondo si dovrà fermare a 3,797 milioni di barili. Si tratta della prima riduzione di offerta dal 2008. Goldman Sachs non ha comunque escluso una caduta dei prezzi al di sotto dei 40 dollari al barile, anche se attualmente viene ritenuta poco probabile.

Un accordo che ha fatto volare il prezzo del greggio del 9%, con il Wti arrivato a 49,3 dollari al barile e il Brent a 51,3.

In conclusione, le sensazioni per un possibile accordo al momento non sono positive ma adesso l'ultima parola, quella definitiva, spetta all'Opec.