Nuovo tetto "fiscale" per i prelievi da conto corrente: mille euro

Nuovo tetto

Sta facendo discutere, e non poco, il nuovo emendamento al decreto fiscale che prevede una presunzione di nero in capo ai contribuenti che preleveranno dal proprio conto corrente una somma superiore ad un limite previsto sia giornalmente che mensilmente. A partire da oggi, chi preleva dal conto corrente una somma superiore a 1.000 euro in un giorno o a 5.000 euro in un mese potrà essere oggetto di indagini da parte dell'Agenzia delle Entrate. Superato un certo importo scattano i controlli per la presunzione di "nero".

È questo l'emendamento appena approvato al decreto fiscale e che, come riporta l'Adnkrons citando il portale 'laleggepertutti.it' rischia di impaurire contribuenti e risparmiatori.

Se l'obiettivo della nuova disposizione fiscale è arginare il fenomeno del pagamento in nero e quindi l'illegalità e l'evasione fiscale, a pagare le conseguenze dei nuovi limiti e controlli saranno anche i cittadini.

Oltretutto se è vero che la presunzione è solo una presunzione e può essere confutata, è altrettanto vero che per i contribuenti non è sempre semplice fornire la prova contraria, considerando che con il passare del tempo può essere assai difficile ricostruire come si sono spesi i propri soldi.

Tutti i contribuenti, quindi, e non solo i titolari di reddito d'impresa, devono sempre prestare attenzione ai movimenti in entrata e in uscita del proprio conto corrente.

Gli unici ad essere salvi dal nuovo occhio vigile del Fisco saranno i professionisti, per i quali resterebbe in vigore una sentenza della Corte Costituzionale 228/2014 che li esclude dal regime stringente su pagamenti e prelievi. Mille euro al giorno e 5mila mensili di fatto sono i nuovi limiti fissati.

Il superamento del limite giornaliero o mensile trasformerà i prelievi in compensi e sulle eccedenze saranno applicate le imposte sul reddito.

Come fare per difendersi e per evitare di pagare sanzioni inopportune? Per questo è sempre bene, anche in tali ipotesi, conservare traccia dell'impiego del denaro contante a seguito di prelievo o versamento.

Però per difendersi dallo sguardo vigile del Fisco bisognerà adattarsi alla nuova norma che, se non subirà modifiche in sede di conversione del Decreto Fiscale 193/2016, entrerà presto in vigore e cambierà ancora una volta la vita dei risparmiatori italiani.