Nebraska e Oklahoma ripristinano la pena di morte

Inoltre si pensa che il voto nel Golden State servirà a fare da propulsore per altri stati. La Prop 106 approvata permette ai medici di assistere nel suicidio i cittadini residenti maggiorenni che lo richiedano e che siano malati in fase terminale, con un'aspettativa di vita di sei mesi o meno.

L'8 novembre 2016 i cittadini dei cinquanta stati federati degli Stati Uniti si sono recati alle urne per scegliere i 538 Grandi elettori che dovranno poi eleggere il presidente degli Stati Uniti d'America, il 12 dicembre 2016. Finora, in Colorado aiutare un aspirante suicida era considerato un crimine. Per la legalizzazione a scopo ricreativo si sono espresse favorevolmente California, Massachussets e Nevada: tutti questi Stati vanno ad aggiungersi ad Alaska, Colorado, Oregon, Stato di Washington e Washington D.C., che avevano già dato l'ok in passato.

Il referendum è stato votato anche nel Maine, in Nevada, in Arizona e nel Massachusetts.

In altri stati, come in Arkansas, nel Montana, in Florida e nel North Dakota il voto invece era per il via libera all'uso terapeutico.

A questo punto, come fanno notare i Radicali italiani e le tante associazioni (Cild, Forum Droghe, Luca Coscioni, Antigone, A Buon Diritto, Possibile, ecc.) promotrici in Italia della campagna "Legalizziamo!", sono diventati otto gli Stati ad avere un mercato legale della marijuana, mentre 28 - più della metà del totale - ora prevedono la possibilità di curarsi con la cannabis. Gli elettori sono quindi chiamati a esprimersi sulla Proposition 64, che vuole legalizzare sotto le leggi statali l'uso della cannabis dai 21 anni in su, con tasse sulle vendite e la coltivazione, al fine anche di incrementare le entrate fiscali aggiuntive e di dare un taglio alle spese per perseguire chi ne fa uso (fuori dalle eccezioni consentite per fini terapeutici). Per un quarto della popolazione Usa il proibizionismo non è più di casa.