Metalmeccanici: su rinnovo è accordo, 92 euro/mese a regime

Metalmeccanici: su rinnovo è accordo, 92 euro/mese a regime

Via libera al rinnovo contratto dei metalmeccanici per il 2016-2019. Le distanze sui nodi che fino a ieri bloccavano l'accordo, infatti, dal recupero dell'inflazione sui salari (totale per i sindacati e parziale per Federmeccanica) alla manovra sugli scatti di anzianità (che le imprese avrebbero voluto assorbire), si sarebbero accorciate e il negoziato avrebbe imboccato una strada in discesa, anche se al momento non è ancora possibile quantificare la distanza che ancora resta tra le parti. L'intesa riguarda 1,6 milioni di operai e prevede un aumento medio mensile di 92 euro. Si tratta dei focus su formazione, sicurezza, riconoscimento del valore della partecipazione dei lavoratori e del sindacato nelle scelte strategiche aziendali e il welfare integrativo. "Sono davvero soddisfatto per il rinnovo di un contratto che interessa un vasto numero di lavoratori". commenta Giuliano Poletti, ministro del lavoro. I 13,6 euro comprendono anche 80 euro una tantum che sara' pagato a marzo prossimo. Prevista poi una struttura sperimentale sul salario con la rivalutazione annua dei minimi - con erogazione dal mese di giugno - sulla base dell'inflazione reale, mentre il salario derivante dalla contrattazione aziendale futura e da elementi individuali assume carattere di variabilità piena, diventando nelle parti fisse assorbibile dagli aumenti nazionali sui minimi, tranne che per gli elementi collegati alla prestazione (turni, indennità, straordinario ) o se dichiarato espressamente "non assorbibile".

Soddisfazione anche dalla leader della Cisl, Annamaria Furlan, che guarda ora alla P.a: "speriamo che la prossima settimana si possa trovare anche una positiva convergenza". "Tutela del potere d'acquisto, sanità, formazione - ha aggiunto - saranno per tutti i lavoratori". Il contratto, dice, "segna una svolta e può essere considerato un benchmark di riferimento per tutta l'industria del Paese". Maurizio Landini, invece, ha voluto evidenziare il fatto che in calce al protocollo questa volta vi sono tre sigle e tre firme, dunque un'intesa che rappresenta plasticamente "la ritrovata unità dei lavoratori". "Sicuramete aiuterà perchè il 7 dicembre - ha detto Boccia - con l'idea del Patto della fabbrica che viene da un modello di confronto che abbiamo aperto dal 14 luglio, questo è un elemento che aggiunge un'idea su cui confrontarci a livello complessivo su quella che è la questione industriale del paese". Non un banale rinnovo ma un contratto nuovo.