Mercati & referendum costituzionale: un finale già scritto…

Mercati & referendum costituzionale: un finale già scritto…

Viene modificato anche l'art 75 Costituzione ovvero il modo in cui si potranno richiedere referendum e iniziative popolari. Faccio un esempio: se l'unico consigliere regionale che avrà in Senato la Regione Abruzzo dovesse provenire dalle fila del Partito democratico, la sua iscrizione al gruppo Pd, assieme a quella dei consiglieri Pd provenienti dalle altre Regioni, finirebbe per favorire la rappresentanza del partito e non della Regione di provenienza. Questo è quello che si muove dietro le promesse di Renzi di "decontribuzione totale per tutte le imprese del Sud Italia": il vecchio clientelismo di matrice democristiana in versione 2.0, potenziato cioè da un controllo quasi totale della televisione pubblica da parte del "Capo", e dall'appoggio acritico delle più importanti testate giornalistiche del paese. Un dissenso che deve rimanere incapace di esprimersi politicamente e risultare quindi "governabile". E' a sostegno di queste iniziative che ci siamo mossi in questo ultimo mese, promuovendo, organizzando, sostenendo o anche semplicemente pubblicizzando tutte le iniziative che i lavoratori hanno messo in campo. Insomma non puoi dire che una cosa non va bene dopo che l'hai usata. Non che sia facile, fare una previsione, soprattutto visto qual è stato l'andazzo finora. Un protagonismo dei lavoratori che ci ha confermato la coscienza diffusa dell'attacco che abbiamo subito da parte del governo Renzi, in particolar modo col Jobs Act, e la necessità che abbiamo di costruire metodi organizzativi che ci permettano di essere davvero efficaci nelle nostre lotte, di essere capillari nella presenza e chiari nei messaggi che veicoliamo. Gli italiani hanno ancora qualche giorno per documentarsi e riuscire a formarsi un'opinione che porti al loro voto.

Non so quale sarà la decisione e quali dinamiche si innescheranno, ma un fatto è certo nessuna riforma costituzionale che tenda a superare il bicameralismo paritario verrà più riproposta per molti anni, e questo perché a questo punto saranno stati i cittadini a sancire che il loro modello è quello del bicameralismo paritario, confermando contemporaneamente che la loro classe politica di riferimento è costituita sostanzialmente dai conservatori.

Il 27 novembre dunque sarà un momento centrale della campagna per il NO. Proseguono i dibattiti a favore del Sì e del No e si stagliano anche i primi commenti dall'estero sui possibili esiti del voto referendario che, come anticipato nei giorni scorsi, potrebbe secondo qualcuno avere un effetto anche sui mercati. Le difficoltà che la ripresa economica domestica sta incontrando pur con il massiccio aiuto del QE della Banca centrale Europea mettono a rischio la stabilità economica europea con evidenti riflessi di natura politica (legati alla diffusione dei movimenti populisti) che alla vigilia delle elezioni nel 2017 in Francia e Germania possono essere pericolose.