Insalate in busta, è allarme salmonella

Insalate in busta, è allarme salmonella

I microbiologi hanno studiato la crescita di salmonella su tanti tipi di insalata in busta disponibili sul mercato, dai mix alla lattuga passando per lo spinacino, e hanno osservato uno rapidissimo sviluppo del batterio, che non viene eliminato nemmeno con un lavaggio molto intenso o la refrigerazione del prodotto.

La salmonella causa febbre, vomito e diarrea per circa una settimana, ma può essere ancora più pericolosa per gli anziani e i bambini.

Cosa fare allora? Se proprio dobbiamo comprare l'insalata in busta, controlliamo la data di scadenza e quella in cui è stata imbustata, consumiamola il giorno stesso dell'acquisto e non facciamo passare troppo tempo dall'apertura della confezione.

Gli scienziati hanno scoperto che anche piccole quantità di liquido sprigionato dalle foglie danneggiate favoriscono la proliferazione della salmonella. Con una recente ricerca inglese si apre una nuova questione relativa alla salubrità del consumo dell'insalata già tagliata, lavata e confezionata in sacchetti di plastica. A lanciare l'allarme sono dei ricercatori dell'università di Leicester - in Gran Bretagna - che nel loro studio consigliano ai consumatori di "lavarla accuratamente prima di mangiarla" e di "conservarla sempre in frigo". La normativa detta una serie di parametri vincolanti sulla sicurezza alimentare e sulla qualità che devono essere rispettati nel ciclo produttivo e nella distribuzione dei prodotti: è scattato l'obbligo per tutti i produttori e per la distribuzione di garantire il rispetto della catena del freddo a una temperatura uniforme e costantemente inferiore agli 8°C lungo tutto il percorso che va dalle linee di confezionamento ai banchi refrigerati dei punti vendita. Guido Conforti, Responsabile Gruppo Prodotti Ortofrutticoli di IV gamma AIIPA, fa sapere che "il lavaggio, per il quale la normativa nazionale prevede almeno due vasche a ricambio continuo di acqua, avviene con acqua potabile e attraverso sistemi tecnologici avanzati che - a differenza del lavaggio domestico - garantiscono un prodotto sicuro e conforme a legge". È per questo motivo che il Ministero della Salute consente di commercializzare il prodotto come "lavato e pronto al consumo".