Incendi in Israele, evacuate decine di migliaia di persone

Incendi in Israele, evacuate decine di migliaia di persone

"Ci sono incendi dolosi e molti non dolosi", ha detto, aggiungendo che è probabile che "laddove si è trattato di incendi dolosi, si va nella direzione nazionalistica", suggerendo appunto una motivazione politica.

Il ministro dell'Istruzione Naftali Bennett, leader di un partito di estrema destra, ha detto che chiunque abbia appiccato il fuoco non può essere ebreo, insinuando che ci fossero musulmani o palestinesi dietro la questione. Anche il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha attribuito la responsabilità dei roghi a diversi tipi di cause, "naturali e non naturali". Per contrastare le fiamme, dei Canadair dei nostri Vigili del fuoco sono stati inviati in Israele. Netanyahu ha spiegato che gli aerei antincendio sono l'elemento critico: "ne abbiamo fatti venire già 10 dall'estero e altri ne verranno entro mezzanotte".

Per il terzo giorno consecutivo le fiamme divampano nelle zone nord intorno a Gerusalemme. Al tempo stesso lo Stato ebraico ha denunciato la campagna di soddisfazione per la situazione apparsa sui siti arabi dove - come ha segnalato l'ufficio del primo ministro - si inneggia all'incendio e uno degli hashtag più diffusi è 'Israele brucia'. Finora hanno risposto Russia, Grecia, Croazia, Cipro, Italia e Turchia.

Una fitta coltre di fumo è visibile su Haifa dal Mediterraneo, di fronte al porto. Alcuni pazienti sono stati portati fuori da un ospedale geriatrico. Scuole e università sono state evacuate e un portavoce del servizio di prigioni ha annunciato che due centri di detenzione hanno trasferito i propri detenuti in altre carceri.

La zona di Haifa, a nord dello stato di Israele, continua a bruciare, gli incendi continuano a propagarsi facilitati dalla siccità che da oltre due mesi ha colpito la provincia.