In Appello 38 condanne per gli scontri No Tav

In Appello 38 condanne per gli scontri No Tav

Dice anche questo la Corte d'appello di Torino nella sentenza con cui condanna trentanove imputati del maxi processo ai No Tav. C'è qualche leggero ridimensionamento e ci sono quattro assoluzioni e proscioglimenti in più rispetto al primo grado, ma il totale delle condanne ammonta a circa 128 anni di carcere. La pena più alta inflitta è stata di 3 anni e 9 mesi, ridotta rispetto a quella di primo grado di 4 anni e 6 mesi.

Un corteo No Tav è partito dal tribunale di Torino poco dopo le condanne. Quando gli attivisti si scontrarono con le forze dell'ordine in Valle di Susa, nell'estate del 2011, non si stavano ribellando a un'ingiustizia e non agivano "per motivi di particolare valore morale o sociale". L'avvocato Claudio Novaro, uno dei difensori, spiega che "alcune condanne sono state ridimensionate". Ci sono stati casi di riconoscimento delle attenuanti generiche e di attribuzione della condizionale. Alla lettura della sentenza alcuni degli imputati, insieme al pubblico, hanno anche intonato vari slogan.

"La lotta contro la Tav - ha aggiunto - di per sé può avere un valore e un simbolismo sociale e locale, ma se la trasferiamo su chi commette reati, dobbiamo specificare invece che questi non hanno a nulla a che vedere con i manifestanti pacifici. Bisogna riconoscere il contesto entro il quale sono maturati quegli avvenimenti". "E' grave - commenta Francesca Frediani, consigliera regionale - che non sia stata ancora riconosciuta l'azione di protesta collettiva di una popolazione contro un cantiere illegale realizzato contro il consenso del territorio".